Verbo e azione

VERBO E AZIONE

Verbo
Uno scorcio del mare (o forse del cosmo) da Marina di Pisa (foto mia)

È almeno una settimana che rifletto sul significato della parola “contempl-azione”, in rapporto a quella “trasform-azione” (e i trattini sono fondamentali). Stiamo attraversando un momento delicatissimo, nel quale -come ho già sottolineato in precedenza – i “muro contro muro” (ovvero la dualità) possono rappresentare la scintilla definitiva e letale, tanto sul piano personale quanto su quello interpersonale e collettivo. Urge quindi comprendere mediante un atteggiamento contemplativo, da non confondere con la mera “osservazione” (attenzione che qui non c’è il trattino).

“Osservare” significa “guardare” e – come la fisica quantistica ci insegna – porta inevitabilmente a interagire con l’oggetto osservato, potendo dunque innescare pericolose reazioni a catena.

“Contemplare” è altro: precisamente, rendersi conto che esiste un’intelligenza superiore e “implicata” (per usare un termine caro a David Bohm) in tutto il cosmo e nelle pieghe della nostra vita, e perciò della nostra mente e del nostro cuore. Significa dunque calarsi con la mente e con il cuore in questa intelligenza, questo Logos o Verbo che “in principio era”, come dice l’incipit della più grande opera di tutti i tempi, il Vangelo di Giovanni. Identificarsi con essa, sentirsene parte e lasciare che sia essa ad agire attraverso noi.

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Viaggiare lavorando, lavorare viaggiando

VIAGGIARE LAVORANDO, LAVORARE VIAGGIANDO

Viaggiare lavorando
Uno scorcio della campagna intorno a Corris, in Galles (foto mia)

Uno dei momenti più difficili per me è sempre stato il rientro dai viaggi. Lo percepivo come un ritorno alla palude percettiva dell’abitudine, quella che Tolkien, nel suo saggio Sulle fiabe (qui nell’edizione italiana), chiamava “the drab blur of triteness or familiarity” (che mi piacerebbe rendere, in modo un po’ libero, come “lo scialbo offuscamento delle banalità di ogni giorno”).

Stavolta, però, è stato diverso. Arrivare al viaggio tra Inghilterra e Galles (dalla settimana trascorsa nel Wiltshire alla residenza letteraria presso Stwidio Maelor, a Corris, in Galles, fino alle visite a Oxford, Manchester e Liverpool), che sul mio profilo Facebook vi ho raccontato su base (appunto) quasi quotidiana, nel bel mezzo di un percorso meditativo e di consapevolezza al contempo materiale e spirituale (perché tutto è uno, e lo spirito è qui, nella materia), mi ha messo nella condizione di elaborare un nuovo approccio al lavoro: l’approccio dell’Ognidove (sempre citando l’ideatore di questa splendida parola, l’amico Davide Sapienza).

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