Appuntamenti di maggio e giugno

APPUNTAMENTI DI MAGGIO E GIUGNO

L’altro giorno vi ho fatto la sintesi del mio “stato dei lavori” artistico e interiore. Oggi posso stilare il quadro generale degli impegni di maggio e della prima metà di giugno, legati ai miei libri e alle mie traduzioni edite.

Si comincia l’11 maggio alle ore 18 al Salone del Libro di Torino, quando sarò allo stand di Golem Edizioni (il G66 nel Padiglione 2) per un firmacopie in veste di traduttore del romanzo dello scrittore cubano Amir Valle uscito lo scorso settembre, Il santuario delle ombre.

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Proseguendo con gli appuntamenti di maggio, e ricordando che al Salone di Torino sarò comunque dal 10 a tutto il 12, rientrerò a Firenze il 13 in tempo per l’appuntamento di martedì 14 maggio (ore 18) presso “Itaca”, la residenza letteraria e circolo culturale dall’amico scrittore e giornalista Paolo Ciampi legato alla casa editrice I Libri di Mompracem: un incontro dal titolo “Il suono tra musica, scrittura e traduzione”, con il chitarrista classico e compositore Ganesh Del Vescovo (mio maestro, come sapete).

Appuntamenti di maggio 2
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Liberazione interiore in movimento

LIBERAZIONE INTERIORE IN MOVIMENTO

Rientrando a Firenze dal viaggio tra Danzica e Praga, per gli incontri con gli studenti di Italianistica dell’ateneo polacco e con la Società Dante Alighieri di Praga (di seguito, alcune mie foto), mi trovo a fare alcune considerazioni su quanto ho compreso mentre ero all’estero, su quello che sta succedendo in Italia (e non solo) e sul senso del mio lavoro, soprattutto in questa fase.

Liberazione interiore 1
La classe del corso post-laurea di Italianistica dellaProf.ssa Dorota Karwacka-Pastor all’Università di Danzica presso cui ho tenuto il secondo dei miei due incontri, un laboratorio di scrittura incentrato sui miei libri (e non solo) tenutosi il 21 aprile

Prima cosa: entrare in contatto con persone così entusiaste dello studio della lingua e della letteratura italiana, presentare il mio lavoro di scrittore e traduttore letterario con la sensazione di creare un autentico ponte di comprensione e reciproco stimolo all’approfondimento e alla condivisione, è un’esperienza del tutto gratificante, che non capita così spesso. Ciò mi rende ancor più consapevole di quanto ho sempre pensato: lo scrittore – e anche il traduttore – è un tramite, che ci “mette del suo”, senza dubbio, ma prima di tutto “lascia passare” attraverso sé contenuti e sollecitazioni scaturenti dal profondo e carichi di una speciale elettricità, fatta di atmosfere, stati di coscienza, emozioni, concetti, curiosità linguistica, psicologica, filosofica, storica e politica. Tutto questo, se rimanesse murato dentro la sua testa, oltre a saturarla e a intossicarlo, sarebbe del tutto inutile. Va invece, per sua stessa natura, appunto condiviso. In tal senso, questo viaggio mi ha ancor più confermato nella mia vocazione.

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Danzica tra scrittura e traduzioni (e Praga)

DANZICA TRA SCRITTURA E TRADUZIONI (E PRAGA)

Le ultime giornate per me sono state letteralmente di silenzio. Un brutto raffreddore mi ha provocato un calo di voce da cui per fortuna sto riemergendo giusto in tempo per la prossima partenza per la Polonia, dove il 20 e il 21 aprile, su invito dell’Università di Danzica, terrò (male che, vada, parlando a gesti), due incontri con gli studenti di Italianistica della Prof.ssa Dorota Karwacka-Pastor, che da anni segue il mio lavoro a livello accademico, insieme alla sua dottoranda Karolina Kopańska, e recentemente ha pubblicato in Italia, per la mia traduzione dal polacco, il suo articolo Mondo senza Internet. Paura e inquietudine nei romanzi di Giovanni Agnoloni, uscito sul n. 2 del 2023 della rivista ContactZone, a cura dell’AISFF (Associazione Italiana per lo Studio della Fantascienza e del fantastico).

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Foto del porto di Danzica (da me scattata anni fa)

Sabato 20 converserò dunque con loro sul tema di tutto il mio percorso di scrittore, anche nel quadro di alcune tendenze della narrativa italiana contemporanea – in primis il movimento connettivista, dal quale il mio percorso di narratore ha avuto inizio e della cui poetica la tetralogia distopica Internet. Cronache della fine (Galaad Edizioni) è mia personale espressione. Ma grande enfasi porrò anche sul tema dei luoghi, centrale in tutta la mia produzione narrativa, come evidenziato, oltre che dalla tetralogia, dagli altri altri romanzi di stampo realistico, ovvero Viale dei silenzi (Arkadia Editore) e Berretti Erasmus (Fusta Editore), oltre che dal concept-book di racconti Da luoghi lontani, che ho scritto insieme a Carlo Cuppini e Sandra Salvato (sempre per Arkadia).

Domenica 21 invece l’incontro si svolgerà un po’ sulla falsariga dei laboratori universitari di diritto cui partecipavo alla University of Leicester durante l’Erasmus (e che pure evoco nel summenzionato Berretti), ovvero partendo da esempi concreti di testi miei (ma anche di qualche altro autore che stimo), per svolgere un’analisi della genesi e dello svolgimento del processo creativo anche dal punto di vista stilistico e lessicale. Insomma, pur se non si parlerà di traduzione in senso stretto, riprenderò il filo delle mie riflessioni su scrittura come “traduzione da uno spartito interiore” che ho condotto in qualche video sul mio canale Youtube (per esempio qua).

La lingua, cioè, utilizzata come strumento di espressione artistica, si presta plasticamente a veicolare una visione (del mondo esterno e di quello interiore) sostanzialmente nello stesso modo quando si scrive e quando si traduce – anche se, nel secondo caso, passa attraverso il “filtro” del punto di vista dell’autore originario, che va sempre rispettato. Ecco perché non vedo una rigida separazione tra il mio lavoro di scrittore e quello di traduttore. Me ne rendo conto particolarmente bene adesso che sono a una sorta di crocevia tra vari progetti di scrittura e traduzione in corso, dato che ho terminato il mio romanzo La via dell’altrove, di cui una parte verso la conclusione si ambienta per l’appunto a Danzica, e parallelamente sto portando avanti il saggio narrativo Voci oltre il buio, imperniato sui miei percorsi meditativi e spirituali, e il mio secondo noir ambientato tra Toscana e Umbria. Non solo, ma mi appresto a iniziare a breve la scrittura di un nuovo libro di viaggio, sul quale per adesso non posso anticiparvi nulla.

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Tra l’altro, altri due capitoli de La via dell’altrove si ambientano a Praga, e per pura coincidenza (anche se le coincidenze non esistono), sulla via del ritorno da Danzica, per praticità di combinazioni di voli verso Firenze – ma naturalmente con piacere – passerò dalla capitale ceca, dove venerdì 26 aprile alle ore 17 parlerò del mio lavoro con il personale e i lettori della sede locale della Società Dante Alighieri.

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Nel contempo, come dicevo, le traduzioni (che porterò avanti anche in viaggio, dato che, a dispetto degli jodedores – meraviglioso cubanismo ma non solo -, io lavoro sempre, sabati e domeniche incluse, anche in viaggio): è infatti appena uscito per I Libri di Mompracem il romanzo Il segreto di Solveig, prima opera edita in Italia dell’autore francese Olivier Sorin, che mi ha impegnato (insieme ai revisori Alessandro Gianetti e Marino Magliani) per buona parte dello scorso anno. Lo presenterò insieme all’autore il 5 giugno a Itaca, la residenza letteraria fiorentina di Paolo Ciampi che è anche sede della casa editrice del libro. Il 6 giugno invece lo presenteremo alla libreria “Civico 14” a Marina di Pisa.

Intanto, però, procede anche la mia nuova lunga traduzione, di un altro grande libro dello scrittore cubano Amir Valle, dopo la pubblicazione dell’anno scorso del romanzo Il santuario delle ombre (Golem Edizioni), per il quale è stato già fissato un firmacopie (con me in veste di traduttore) allo stand della casa editrice al Salone del Libro di Torino per l’11 maggio tra le ore 18 e le 19.

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Altri progetti traduttivi dall’inglese, dallo spagnolo e dallo svedese sono poi in preparazione, ma è troppo presto per parlarne. Intanto, con silenzioso ma non per questo meno intenso affetto, vi mimo… pardon, mando i miei più cari saluti.

Maremma in un mare di lingue (e libri)

MAREMMA IN UN MARE DI LINGUE (E LIBRI)

Due parole sull’incontro letterario Gli orizzonti del viaggio e delle lingue, imperniato mio lavoro di scrittore-traduttore, che si è tenuto sabato scorso, il 16 marzo, presso la Galleria D’Arte Il Quadrivio di Patrizia Zuccherini a Grosseto, nell’ ambito della Rassegna culturale “Sguardi di luce” ideata dal gruppo culturale Emozion-Arti, con relatore Pasqualino Casaburi e video-riprese a cura del Dr. Guido Capirci. Qua sotto, ecco la clip uscita su Youtube.

La chiacchierata è stata una splendida occasione per riflettere su tutti gli aspetti della mia attività di autore, sia in veste di scrittore, sia di traduttore, strettamente interrelati come già sapete da numerosi video che ho postato in questi mesi. E mi ha permesso, guidato dagli spunti sensibili di Pasqualino, di evocare anche certe note sottili e, direi, filosofico-spirituali, legate al tema del suono, alla radice tanto della parola parlata quanto di quella scritta e tradotta. Ci siamo poi soffermati sulle connessioni col tema della musica, giustamente sollecitate anche dal cantautore Paolo Tenerini, presente nel pubblico in sala, e con quello delle vibrazioni naturali, al cuore di uno dei libri da me tradotti di cui abbiamo parlato (e dei quali ho letto i vari incipit), ovvero Lettere delle piante agli esseri umani di Sanja Särman.

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Lo stato dei lavori dopo “Testo”

LO STATO DEI LAVORI DOPO “TESTO”

Sono stati tre giorni intensi, quelli della fiera del libro di Firenze, “Testo”, presso la Stazione Leopolda, giunta alla sua terza edizione. Quale lo stato dei lavori, per quanto mi riguarda? Personalmente, l’ho vissuta da scrittore e traduttore, come generalmente vivo le fiere librarie, parlando con amici editori, autori, giornalisti e lettori e traendo da questi scambi l’indispensabile alimento di contatto umano e professionale che contribuisce alla creatività artistica non meno delle dinamiche interiori, delle esperienze artistiche e dei viaggi.

Stato dei lavori Testo
Una delle due grandi “navate” della Stazione Leopolda durante “Testo” del 2024
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Da Roma a “Testo” (in attesa di Torino)

DA ROMA A “TESTO” (IN ATTESA DI TORINO)

Una delle considerazioni più antipatiche che chiunque faccia un lavoro non “normale” – cioè d’ufficio e con un orario fisso, o anche da libero professionista ma negli ambiti “canonici” tipo l’avvocatura o la consulenza commercialistica, o ancora da artigiano o da imprenditore (dunque inerente a cose “materiali” e “misurabili”) – è quella secondo cui, fondamentalmente, non lavorerebbe. Sono anni che, da scrittore, traduttore letterario e blogger, mi scontro con questa mentalità. O meglio, mi ci scontravo, perché ora mi limito a prendere atto che esiste e proseguo per la mia strada.

Difficile, e probabilmente ozioso, capire a cosa è dovuta. Col tempo, mi sono fatto l’idea che dipenda da un certo qual pregiudizio verso le professioni artistiche, dato che è evidente a tutti coloro che operano in questi ambiti che la quantità di ore di lavoro, di stress e di semplice dedizione è enorme, a fronte di guadagni spesso non propriamente ricchi. Solo che chi le svolge viene tacciato di dedicarsi a un “hobby”, laddove il negoziante, l’artigiano o l’imprenditore, che pure magari contraggono debiti o riescono a stento a “far pari” con gli incassi, sono considerati lavoratori a pieno titolo.

Testo
Una mia foto dall’ultima edizione di “Più Libri Più Liberi”

Ecco perché trovo che le fiere commerciali librerie (come Più Libri Più Liberi a Roma, Testo a Firenze o il Salone del Libro di Torino, che sono quelle che di solito frequento) siano un momento importante non solo dal punto di vista dei contatti professionali che possono fruttare a un autore o a un traduttore, ma proprio come elemento di prova del fatto che, ogniqualvolta si parla di scrittura (anche sub specie di attività di traduzione letteraria), si parla di lavoro, esattamente come quando si parla di giornalismo o di altre attività intellettuali.

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Gotland tra arte, natura e leggende

GOTLAND TRA ARTE, NATURA E LEGGENDE

In libreria dal 19 gennaio 2024 per Ortica Editrice, e disponibile su tutti i principali siti per la vendita di libri online, Träbild. Sussurri da Gotland di Christian Stannow, la mia nuova traduzione dallo svedese.

Un romanzo che è la singolare combinazione di vari racconti imperniati sull’isola baltica di Gotland, tutti ambientati in epoca tardo-medievale e ruotanti attorno alla figura di uno scultore francese naufragato sulle rive dell’isoletta a nord-est dell’isola principale, ovvero Fårö – proprio quella dove circa sei secoli dopo il grande regista Ingmar Bergman avrebbe trascorso gli ultimi anni della sua vita e sarebbe morto (e infatti vi è sepolto).

Gotland

Un romanzo, inoltre, che si sostanzia di leggende e suggestioni scaturenti direttamente dalla natura dei luoghi e dall’immaginario religioso del tempo, con le sue superstizioni e le sue ossessioni, ma anche dai rigori del clima invernale e dall’asprezza di sentimenti plasmati (quando non deformati) dalle difficoltà di una vita a diretto contatto con gli elementi, alternata tra caccia, pastorizia e coltivazione dei campi.

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Buon anno tra spirito, psiche e realtà

BUON ANNO TRA SPIRITO, PSICHE E REALTÀ

Nell’augurarvi Buon 2024 riallacciandomi al mio personalissimo modo di farvi gli auguri di Buon Natale una settimana fa circa, ecco qualche considerazione tratta dal mio saggio narrativo Voci oltre il buio, che sto scrivendo alternandolo con gli altri miei libri in corso di stesura (tra parentesi, durante le Feste ho completato il mio romanzo sullo sfondo della storia del calcio, che spero di collocare presto sul mercato editoriale).

Buon Anno
Un’immagine di Via dei Fori Imperiali a Roma, durante la mia visita di inizio dicembre 2023

Non entrerò più di tanto nel merito, per non spoilerare, ma vorrei prendere qualche piccola citazione usata nel testo – con richiami ai relativi autori, naturalmente – per entrare ancor meglio nello spirito non-dualistico e sincronicistico cui alludevo appunto qualche giorno fa per gli auguri natalizi.

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Buon Natale a modo mio

BUON NATALE A MODO MIO

Alla fine ci siamo arrivati anche quest’anno, al Buon Natale di rito. Vorrei dunque fari i miei auguri a tutti voi facendo una riflessione che, invece, fuoriesca dai rituali. Mi piacerebbe dare un senso e un sapore diversi a questa parola, “auguri”, che spesso usiamo solo per riempire vuoti d’imbarazzo o per mascherare la sostanziale volontà di non condividere realmente qualcosa con i nostri interlocutori – anzi, di liberarcene al più presto. Stringiamo, dunque, e proviamo a fare una sintesi.

Buon Natale

Sempre che a qualcuno queste mie righe periodiche interessino, forse si sarà accorto che ultimamente scrivo meno spesso online. Il motivo è semplice, e ha due risvolti. Il primo, banalmente, è che sto lavorando a tanti progetti letterari e traduttivi. Il secondo, che mi sono un po’ stufato di questo dover sempre essere presente in Rete, che, anche se utile a farsi pubblicità, dovrebbe aver luogo solo quando c’è qualcosa di concreto e di utile da dire.

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Orizzonti del viaggio e delle lingue

ORIZZONTI DEL VIAGGIO E DELLE LINGUE

Continua la serie dei miei appuntamenti in giro per l’Italia sul tema Gli orizzonti del viaggio e delle lingue, nei quali parto dai luoghi evocati nei miei libri e in quelli da me tradotti per svolgere una riflessione generale sul filo sottile ma profondo che lega il lavoro di scrittura a quello di traduzione. Del resto, se seguite questo blog lo sapete fin da aprile, quando per la prima volta ho parlato di questo argomento in occasione dei miei incontri con gli studenti dell’Università di Stoccolma e di quella di Uppsala, insieme al mio traduttore svedese Johan Arnborg.

Da allora, e fino all’incontro di qualche giorno alla Biblioteca Comunale di Passignano sul Trasimeno (nella mia foto, una veduta del lungolago), il filo di questo ragionamento si è approfondito, impregnando ogni aspetto del mio lavoro letterario, sia sul fronte scrittorio che su quello traduttivo – che, come spiego durante i miei incontri con i lettori, sono per me due facce della stessa medaglia. Così non solo sto raccogliendo idee preziose per Voci oltre il buio, il saggio narrativo che sto scrivendo sulle mie esperienze meditative e spirituali – che toccherà anche e in misura cruciale la mia esperienza artistica come scrittore e traduttore -, ma presento ormai congiuntamente tutti i frutti del mio lavoro nell’una come nell’altra veste.

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