“Sono a Marina di Massa o in Florida”? L’altro giorno, prima della presentazione de La prossima notte nella sede di Transeuropa (a Massa), me lo sono chiesto, quando sono andato -per la prima volta, quest’anno – sul mare, in una bella giornata di inizio primavera, tra il bianco sporco della sabbia e quello della neve che si stagliava sulle rocce delle Alpi Apuane, dalla parte opposta. E mi sono detto che lo spazio, come il tempo, è davvero relativo.
Quegli scorci mi richiamavano vividamente alla memoria la Florida dove sono stato esattamente un anno fa, ospite dei Professori Ilaria Serra ed Emanuele Pettener alla Florida Atlantic University, per parlare del mio lavoro di scrittore e traduttore letterario, proprio partendo da un libro – Le rivelazioni del viaggio, edito da Ediciclo, imperniato precisamente sulle epifanie del viaggiatore.
Più volte, su questo blog, ho parlato di come il mio lavoro non contempli sostanzialmente “vacanze”. Eppure, col fatto che parto spesso per eventi, residenze letterarie e periodi di approfondimento linguistico all’estero, spesso la gente mi dice: “O che viaggi sempre? E quando lavori?”. Una volta me la prendevo, ora ci rido sopra. Per anni sono stato oggetto di battute e frecciatine varie da parte di chi mi voleva “insegnare” a fare un lavoro qualunque e sorrideva ironicamente sulle mie presunte velleità letterarie. Ora che la mia attività ha preso corpo, mi permetto di fare il mio gioco. E il mio gioco comprende lavorare incessantemente anche di sabato e domenica da almeno dieci anni a questa parte e viaggiare spesso, sì, ma sempre portandomi dietro il lavoro: meglio ancora, facendo del viaggio il mio lavoro e del mio lavoro il viaggio, seguendo il flusso delle epifanie e del richiamo dei luoghi.
Tutto questo, recentemente, è avvenuto tra molte sponde, mediterranee e atlantiche, e nelle prossime settimane continuerà a farlo. Tra il 20 e il 21 marzo il mio “viaggiare” mi ha portato nella sempre amata Maremma, a Grosseto, dove il mio nuovo libro Le rivelazioni del viaggio è stato oggetto di una splendida presentazione a cura di Pasqualino Casaburi presso la Galleria d’arte “Il Quadrivio” di Patrizia Zuccherini, nell’ambito della rassegna “Visibile e invisibile”. La discussione (nella foto di Guido Capirci), accompagnata dalle suggestive note dello handpan di Pasqualino, ha toccato gli aspetti salienti del libro, evidenziando soprattutto gli eventi e le situazioni apparentemente “strani” che costellano il percorso dell’esistenza, e dunque l’unico vero viaggio che tutti noi compiamo, rendendolo più interessante e “appetitoso”.
La settimana tra il 24 e il 31 marzo mi vedrà ospite di un interessantissimo programma di incontri su scrittura e traduzione alla Florida Atlantic University, su gentile invito dello scrittore Emanuele Pettener e di sua moglie Ilaria Serra, Professori d’Italiano (e Studi Comparativi) presso l’Ateneo.
Ecco gli eventi in programma:
Martedì 25, ore 12:30-13:30. Avrò il piacere di partecipare a “L’Oretta del cappuccino”, incontro settimanale di conversazione italiana diretto dalla Professoressa Serra e dal Professor Pettener con gli studenti di italiano di Florida Atlantic University (Boca Raton, Florida), nella “lounge” di CU (Culture & Society Building), primo piano.
Mercoledì 26, ore 15:00-16:30. In questa occasione avrò l’onore di condurre la lezione Travel Epiphanies. Little moments of perfect clarity along the way (ispirata dai temi trattati nel mio nuovo libro Le rivelazioni del viaggio. Piccoli attimi di perfetta chiarezza lungo il cammino) e guiderò la discussione che ne seguirà, nella classe “graduate” (Master e Ph. D) ITW 6485-001 Humor, Irony, Satire in Contemporary Italian Literature (Professor Emanuele Pettener, ogni mercoledì dalle 15 alle 17:50 in CU 301). L’incontro sarà aperto al pubblico sia in presenza che via Zoom (a questo link).
Mercoledì 26, ore 19:00-20:00. Nell’ambito della celebrazione dei Parchi Letterari nella Giornata della Poesia e delle Foreste, il Programma di Studi Italiani della Florida Atlantic University presenta una mia conferenza dal titolo: Philosophy and Geography: The Voyage of the Translator, in PA 101, Boca campus. Evento aperto a tutti.
Nell’avvicinarmi al 2025, sto iniziando a pensare alla promozione del mio nuovo libro, in uscita con Ediciclo a fine febbraio. Per adesso, anticipo soltanto che riguarderà il tema del viaggio, e posso preannunciare che la prima presentazione sarà il 5 marzo presso la residenza letteraria fiorentina Itaca, con lo scrittore e giornalista Paolo Ciampi, che dirige lo stesso centro culturale.
Ci torneremo sopra con dovizia di particolari. La cosa che invece desidero condividere con voi fin da ora più nel dettaglio, e con grande gratitudine verso lo scrittore e docente universitario Emanuele Pettener, è che sono stato invitato da lui e da sua moglie Ilaria Serra, anche lei professoressa d’Italiano (e Studi Comparativi), presso la Florida Atlantic University (la cui sede è a Boca Ratón), tra il 24 e il 31 marzo, per varie giornate di incontri con gli studenti e la comunità italiana (e italofona) locale. Questi appuntamenti saranno imperniati sul mio lavoro e la mia produzione di scrittore e traduttore, che considero da sempre un’unica attività, impegnandomi a svolgerla appunto per gettare ponti tra mondi (artistici, geografici, culturali e politici) che alcuni vorrebbero ostinarsi a vedere divisi.
Boca Ratón in una foto di Don Ramey Logan (che ho trovato su Wikipedia) dal titolo “Boca Raton Florida Sunset” (da Wikimedia Commons, Creative Commons Attribution-ShareAlike 3.0)
Sarà la mia terza trasferta negli Stati Uniti, dopo gli appuntamenti del 2018 a New York e quelli della primavera 2009 tra Maryland, Pennsylvania e South Carolina (viaggiando lungo lungo la East Coast in compagnia di colei che, dall’autunno di quell’anno, non ha mai smesso di mancarmi, ma in altro modo c’è sempre). E, in sostanza, questi nuovi incontri rappresenteranno il proseguimento e l’approfondimento delle riflessioni svolte nel corso degli ultimi diciotto mesi sul temaGli orizzonti del viaggio e delle lingue, un evento che ho portato in giro per l’Italia e anche in Svezia, Polonia e Repubblica Ceca.
La parola-chiave, come dicevo, è gettare ponti. Ci ho riflettuto molto negli ultimi tempi (e sono tornato a farlo nei giorni scorsi), in relazione tanto alla stesura del mio saggio narrativo Voci oltre il buio quanto a quella (precedentemente conclusa) del mio romanzo, pure inedito, La via dell’altrove, che sia per i temi affrontati, sia per i luoghi in cui è stato scritto (in primis l’Ungheria), ben s’intona con l’idea di qualcosa che, come un ponte, si stende tra culture e mondi diversi. Senza parlare delle traduzioni in corso e in arrivo, che alimenteranno ulteriormente questo flusso multilingue e multiculturale.
Ecco la mia nuova traduzione, Il santuario delle ombre dello scrittore cubano Amir Valle, uno dei massimi esponenti della narrativa di testimonianza storico-sociale sugli aspetti più oscuri della Cuba contemporanea. È appena uscito per Golem Edizioni, ed è una storia tragica e bellissima, sul dramma dei cubani in fuga dal regime nel disperato tentativo di raggiungere la Florida (e l’illusione di una vita migliore), cadendo però vittime di uno spietato racket di “traghettatori” che invece li derubano per poi ucciderli e gettarli in mare.
Un tema quanto mai attuale, corredato dall’aspetto giallistico-noir dell’indagine del poliziotto Alain Bec e del “sindaco” della mala “vecchio stile” di Habana Vieja Alex Varga – storici personaggi creati dalla penna di Amir Valle. L’autore, che in passato avevo già tradotto con i suoi romanzi Le porte della notte e Non lasciar mai che ti vedano piangere, risiede da anni a Berlino, dove svolge anche la professione di giornalista, alla base del suo approccio alla concretezza dei fatti del nostro tempo.