Mare e coincidenze

MARE E COINCIDENZE

“Sono a Marina di Massa o in Florida”? L’altro giorno, prima della presentazione de La prossima notte nella sede di Transeuropa (a Massa), me lo sono chiesto, quando sono andato -per la prima volta, quest’anno – sul mare, in una bella giornata di inizio primavera, tra il bianco sporco della sabbia e quello della neve che si stagliava sulle rocce delle Alpi Apuane, dalla parte opposta. E mi sono detto che lo spazio, come il tempo, è davvero relativo.

Mare

Quegli scorci mi richiamavano vividamente alla memoria la Florida dove sono stato esattamente un anno fa, ospite dei Professori Ilaria Serra ed Emanuele Pettener alla Florida Atlantic University, per parlare del mio lavoro di scrittore e traduttore letterario, proprio partendo da un libro – Le rivelazioni del viaggio, edito da Ediciclo, imperniato precisamente sulle epifanie del viaggiatore.

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Première de “La prossima notte”

PREMIÈRE DE “LA PROSSIMA NOTTE”

Comincio ad annunciare la première del mio nuovo romanzo La prossima notte (Transeuropa), che avrà luogo mercoledì 25 febbraio alle ore 18 al Centro culturale “Itaca” in Via di San Domenico 22 a Firenze.

Dialogherà con me il giornalista e storico dello sport e della lingua italiana Gabriele Fredianelli, insieme al direttore del centro cuturale, il giornalista e scrittore Paolo Ciampi, che ringrazio per l’ospitalità (e grazie a Paola Facchina per la bella locandina!)

Première
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Viaggiare per promuovere libri, cultura e libertà

VIAGGIARE PER PROMUOVERE LIBRI, CULTURA E LIBERTÀ

Alcuni degli eventi di maggior successo di pubblico legati a Le rivelazioni del viaggio (Ediciclo Editore), finora, sono testimoniati dalle foto che allego qui.

Viaggiare 1

Questo, per dire (anche in risposta alle recenti polemiche sul tema) che il lavoro, pur costoso in termini economici e di energie, di promozione di un libro alla fine rende, perché innesca un circuito di parole e di comune sentire attorno ai temi trattati nell’opera, che porta avanti la condivisione culturale e l’attività di chi scrive professionalmente.

Viaggiare 2

Chi svolge questa attività lo deve riconoscere, perché oggi la Rete non basta, e gli stessi giovani (mi è stato confermato) si stanno stancando della tecnologia e desiderano (almeno, quelli non lobotomizzati) imbeversi di contenuti autenticamente culturali (e in quell'”autenticamente” riconosco una decisiva sfumatura di libertà-anarchia rispetto al pensiero unico dominante).

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Maggio e i suoi appuntamenti

MAGGIO E I SUOI APPUNTAMENTI

Tra fine aprile e tutto maggio, si prepara un altro giro di eventi che mi stanno particolarmente a cuore (mentre lavoro a ciclo continuo, sabati e domeniche inclusi, alle traduzioni dallo svedese e dallo spagnolo in corso, oltre che alla scrittura di nuove cose).

Mercoledì 30 aprile (ore 17,30), la scrittrice Marisa Salabelle mi presenterà con Le rivelazioni del viaggio (Ediciclo Editore) alla Biblioteca Comunale “Giuseppe Giusti” di Monsummano Terme (e, sincronicità, anche la mia scuola media era la “Giuseppe Giusti”, ma a Scandicci, e il Giusti uscì pure al tema d’Italiano degli esami di terza).

maggio 1
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Appuntamenti in Toscana e Florida

APPUNTAMENTI IN TOSCANA E FLORIDA

Ringrazio ancora i Professori Ilaria Serra ed Emanuele Pettener per avermi invitato alla Florida Atlantic University nell’ultima settimana di marzo per parlare del mio lavoro di scrittore e traduttore, partendo da Le rivelazioni del viaggio (Ediciclo Editore) per poi diffondermi sui vari aspetti di tutta la mia produzione letteraria. Questa la locandina dell’evento principale (che comprende anche l’ospite della settimana precedente, Federica Sgaggio, docente dell’Università di Galway (tra l’altro, interessante consonanza, visto che l’Irlanda è il paese più citato nel mio libro).

Appuntamenti Florida

Presto potrò annunciare l’evento completo degli appuntamenti in Florida. Intanto, anticipo l’abstract dell’incontro “Philosophy and Geography: the Voyage of the Translator”:

“This lecture aims to be a sort of “philosophical diary” about places as sources of epiphanies and experiences of self-discovery. The discussion will touch on several countries (among which Italy, the United States, Ireland, the UK, Poland, Portugal, and Sweden), as well as the concept of spiritus loci and the languages of the lands visited; and, last but not least, the theme of multilinguism and literary translation, which is itself a form of writing.

All these are situations and activities that work on the traveler’s mind, maybe explaining the secret of Wanderlust, the insatiable “appetite for Elsewhere” that affects so many of us, and without which journeys wouldn’t exist.”

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Viaggio, cammino, strada

VIAGGIO, CAMMINO, STRADA

Anche in questo caso non poteva mancare la foto “di rito” di tutte le mie pubblicazioni (scritte o tradotte) accanto al globo del salottino-studio. Oggetto tentatore fonte di innominabili piaceri (un po’ come quello di Woody Allen ne Il dormiglione), il mappamondo invita a iniziare il viaggio e ad accogliere le sue rivelazioni, proprio come il titolo del mio nuovo libro, che da venerdì comincerà il suo viaggio promozionale e, come spero, di incontro con tanti lettori.

Viaggio

Le rivelazioni del viaggio. Piccoli attimi di perfetta chiarezza lungo il cammino (Ediciclo Editore) uscirà ed esordirà il giorno di San Valentino, 14 febbraio, a Milano presso la Libreria Monti in città, in Viale Monte Nero 15 . Dalle 18,30, ne parlerò insieme a due ottimi colleghi e amici, Olivia Crosio e Riccardo Ferrazzi, con cui condivido molte passioni anche professionali, come scrittura, traduzione letteraria e, appunto, viaggi.

Viaggio 2

Sarà un’occasione per testare la mia capacità di non fare spoiler, incuriosendo sui temi trattati nel libro senza svelare troppo, dato che la riflessione qui proposta è essa stessa una sorta di viaggio attraverso i viaggi della mia vita e le illuminazioni che mi hanno regalato, cui successivi anni di approfondimenti filosofici, di percorsi spirituali e di letture di saggi di fisica e psicologia hanno poi dato significati via via sempre nuovi. Ma soprattutto sarà l’occasione di parlare dell’emozione del cammino, che è come dire della scoperta di sé in itinere, nel mezzo del percorso, quando ci rendiamo conto che quel girovagare è in realtà uno scoprire progressivamente un senso: il nostro senso.

Confido anche di vedere (qui e nei successivi appuntamenti in fase di definizione) molti amanti della natura e del camminare nel mondo. E spero davvero di raggiungere sia lettori adulti che giovani, perché attraverso le epifanie del viaggio ho imparato a conoscere me stesso e ho iniziato a trovare la mia strada nella vita.

“Le rivelazioni del viaggio” in uscita il 14 febbraio

“LE RIVELAZIONI DEL VIAGGIO” IN USCITA IL 14 FEBBRAIO

Posso finalmente annunciare la prossima (14 febbraio) uscita del mio nuovo libro, Le rivelazioni del viaggio. Piccoli attimi di perfetta chiarezza lungo il cammino, nella collana “Piccola filosofia di viaggio” di Ediciclo Editore, che ringrazio per avermi invitato a partecipare a questo suo bellissimo progetto editoriale.

Le rivelazioni

Ecco la sinossi del libro:

A chi non è capitato, viaggiando, di vivere momenti di inattesa illuminazione? Attimi di perfetta chiarezza in cui un paesaggio, un ambiente, una musica, una compagnia o altro, tutt’a un tratto si manifestano senza filtri, come un dono inaspettato che rimuove ogni velo e permette di scorgere la “nuda verità” delle cose. In questo libro intendo soffermarmi su varie esperienze simili, arrivando forse a spiegare il segreto del Wanderlust, l’insaziabile “voglia di altrove” che accende tanti amanti delle esplorazioni del pianeta. Senza queste epifanie, in fondo, non ci sarebbero i viaggi, perché è grazie a esse che nasce il sogno stesso dell’altrove. Così il viaggiare diventa non solo una modalità di conoscenza del mondo, ma anche e soprattutto di sé stessi.

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Prima della prima

PRIMA DELLA PRIMA

Come diceva il grande Gigi Proietti, “Ci sono dei momenti nella vita… ma certi momenti…”. Ecco, quello del “Prima della prima” è uno di questi. Eccitazione unita a una sottile preoccupazione, che poi sono entrambe determinanti per far bene -sempre Proietti ricordava ai giovani attori suoi allievi che, casomai non avessero avuto paura del palcoscenico, avrebbero fatto bene a farsela venire, perché (vado a memoria) al pubblico si dà del lei, non del tu.

Ora, io di solito con le persone preferisco il “tu”, ma è un “tu” che somiglia molto allo “you” inglese, perché non sottintende una familiarità tale da travalicare il rispetto. Ed è un po’ con questo spirito che vivo il mio prima della prima, dato che, detto alla fiorentina, siamo “alle porte coi sassi”, cioè a un passo dall’uscita del mio nuovo libro di viaggio.

Prima della prima

“Prima della prima” significa inoltre che sto co-organizzando i primi eventi letterari in giro per l’Italia (e fuori), e anche che questo lavoro(ne) deve conciliarsi col resto delle mie attività di scrittore e traduttore letterario – sto traducendo dei libri impegnativi dallo svedese e dallo spagnolo, e tra un po’ inizierò anche a tradurre un romanzo italiano in inglese, e intanto sto elaborando altri miei progetti di narrativa e saggistica. In situazioni del genere, ovviamente, bisogna trovare la famosa “quadra”. Anche per questo sono indietro, come sempre, con letture e recensioni, ma a breve mi rimetterò in pari.

C’è poi un altro aspetto del prima della prima sul quale mi è venuto spontaneo riflettere in questi giorni, partendo da un eccellente spunto dell’amica polacca (e ottima conoscitrice della lingua italiana) Justyna, con cui faccio spesso dei tandem linguistici molto interessanti. Ovvero, come una volta ebbe a dichiarare anche lo scrittore irlandese Joseph O’Connor, gli scrittori (e forse, mi permetto di chiosare, ancor più i traduttori, quindi a maggior ragione gli scrittori-traduttori!) passano gran parte del loro tempo da soli (anche se non “soli”) a lavorare intensamente; perciò poi arriva il momento in cui hanno davvero bisogno di immergersi tra la gente e “ricaricarsi” delle sensazioni scaturenti dal contatto umano e dagli scambi di idee, che arricchiscono e danno ulteriori spunti utili a elaborare nuovi progetti di scrittura.

Insomma, è un po’ il discorso – in cui mi sono imbattuto nella mia attuale traduzione dallo spagnolo – del grande scrittore di viaggio Bruce Chatwin in Anatomia dell’irrequietezza:

«Diversivo. Distrazione. Fantasia. Cambiamento di moda, di cibo, amore e paesaggio. Ne abbiamo bisogno come dell’aria che respiriamo. Senza cambiamento, corpo e cervello marciscono. L’uomo che se ne sta quieto in una stanza chiusa rischia di impazzire, di essere tormentato da allucinazioni e introspezione.»

(Bruce Chatwin, Anatomia dell’irrequietezza, trad. F. Salvatorelli, Adelphi, Milano, 1996, 2012, p. 121)

Ovviamente, questo non è un rifiuto della dimensione del sapere star bene da soli, sulla cui importanza mi sono soffermato spesso, ma solo un invito all’equilibrio, perché tutto è relazione, e non siamo nati né per cercare spasmodicamente i “bagni di folla”, né per isolarci dal mondo.

Nei prossimi giorni inizierò a darvi notizie sul lancio di stampa e l’uscita del libro, e ovviamente sulle prime occasioni di presentazione e incontro con i lettori e gli amanti del viaggio e del cammino. Anzi, la prima che seguirà a questo “prima della prima” sarà la prima (perdonate la ridondanza) tappa di un cammino, un’autentica esperienza on the road che costituirà lo spirito della condivisione con voi del mio nuovo lavoro.

Ecco perché la mia foto che qui trovate ritrae il giardinetto dietro casa mia. Perché ogni viaggio, ogni cammino, inizia necessariamente dal luogo in cui viviamo. Per portarci chissà dove, e ogni tanto riportarci anche lì.

Esplorazione di (nuove) terre

ESPLORAZIONE DI (NUOVE) TERRE

Ultimamente sono stato (e in effetti sono ancora) sommerso dal lavoro e ho trascurato questo blog. Ieri però, durante il tandem linguistico italo-portoghese settimanale con l’amico Braz di Belo Horizonte, è stato proprio lui a darmi l’idea per un nuovo articolo. “Che differenza c’è”, mi ha chiesto, “tra il piacere dello scrivere e quello del promuovere un libro?”.

Ottima domanda, alla quale ho istintivamente aggiunto un terzo termine di raffronto, inerente al piacere del tradurre. Per di più, è una domanda attualissima, perché tra non molto uscirà il mio nuovo libro sul viaggiare, e nei prossimi mesi saranno edite tre mie importanti traduzioni strettamente legate a luoghi molto diversi tra loro, e di tutte queste pubblicazioni andrò a parlare in giro.

Esplorazione
Uno scorcio del Chianti, dove andrò a promuovere il mio nuovo libro (foto mia)

Sempre l’istinto, per rispondere a Braz, mi ha portato a focalizzarmi sulla parola esplorazione. Sì, perché mi è venuto subito da osservare che scrivere un libro è come esplorare una terra sconosciuta (non sai mai cosa puoi trovare, e procedi seguendo una bussola interiore, ma fondamentalmente “senza mappa”); tradurlo, invece, è esplorare una terra, sì, ma con una vecchia cartina da verificare e aggiornare; promuoverlo, infine, è entrarci, in quella mappa, con tutti i sensi, la mente e lo spirito.

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Gettare ponti, fino alla Florida

GETTARE PONTI, FINO ALLA FLORIDA

Nell’avvicinarmi al 2025, sto iniziando a pensare alla promozione del mio nuovo libro, in uscita con Ediciclo a fine febbraio. Per adesso, anticipo soltanto che riguarderà il tema del viaggio, e posso preannunciare che la prima presentazione sarà il 5 marzo presso la residenza letteraria fiorentina Itaca, con lo scrittore e giornalista Paolo Ciampi, che dirige lo stesso centro culturale.

Ci torneremo sopra con dovizia di particolari. La cosa che invece desidero condividere con voi fin da ora più nel dettaglio, e con grande gratitudine verso lo scrittore e docente universitario Emanuele Pettener, è che sono stato invitato da lui e da sua moglie Ilaria Serra, anche lei professoressa d’Italiano (e Studi Comparativi), presso la Florida Atlantic University (la cui sede è a Boca Ratón), tra il 24 e il 31 marzo, per varie giornate di incontri con gli studenti e la comunità italiana (e italofona) locale. Questi appuntamenti saranno imperniati sul mio lavoro e la mia produzione di scrittore e traduttore, che considero da sempre un’unica attività, impegnandomi a svolgerla appunto per gettare ponti tra mondi (artistici, geografici, culturali e politici) che alcuni vorrebbero ostinarsi a vedere divisi.

Gettare ponti 1
Boca Ratón in una foto di Don Ramey Logan (che ho trovato su Wikipedia) dal titolo “Boca Raton Florida Sunset” (da Wikimedia Commons, Creative Commons Attribution-ShareAlike 3.0)

Sarà la mia terza trasferta negli Stati Uniti, dopo gli appuntamenti del 2018 a New York e quelli della primavera 2009 tra Maryland, Pennsylvania e South Carolina (viaggiando lungo lungo la East Coast in compagnia di colei che, dall’autunno di quell’anno, non ha mai smesso di mancarmi, ma in altro modo c’è sempre). E, in sostanza, questi nuovi incontri rappresenteranno il proseguimento e l’approfondimento delle riflessioni svolte nel corso degli ultimi diciotto mesi sul tema Gli orizzonti del viaggio e delle lingue, un evento che ho portato in giro per l’Italia e anche in Svezia, Polonia e Repubblica Ceca.

La parola-chiave, come dicevo, è gettare ponti. Ci ho riflettuto molto negli ultimi tempi (e sono tornato a farlo nei giorni scorsi), in relazione tanto alla stesura del mio saggio narrativo Voci oltre il buio quanto a quella (precedentemente conclusa) del mio romanzo, pure inedito, La via dell’altrove, che sia per i temi affrontati, sia per i luoghi in cui è stato scritto (in primis l’Ungheria), ben s’intona con l’idea di qualcosa che, come un ponte, si stende tra culture e mondi diversi. Senza parlare delle traduzioni in corso e in arrivo, che alimenteranno ulteriormente questo flusso multilingue e multiculturale.

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Giovanni Agnoloni
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