Scrittura e traduzione in Florida

SCRITTURA E TRADUZIONE IN FLORIDA

La settimana tra il 24 e il 31 marzo mi vedrà ospite di un interessantissimo programma di incontri su scrittura e traduzione alla Florida Atlantic University, su gentile invito dello scrittore Emanuele Pettener e di sua moglie Ilaria Serra, Professori d’Italiano (e Studi Comparativi) presso l’Ateneo.

Ecco gli eventi in programma:

Martedì 25, ore 12:30-13:30. Avrò il piacere di partecipare a “L’Oretta del cappuccino”, incontro settimanale di conversazione  italiana diretto dalla Professoressa Serra e dal Professor Pettener  con gli studenti di italiano di Florida Atlantic University (Boca Raton, Florida), nella “lounge” di CU (Culture & Society Building), primo piano.

Mercoledì 26, ore 15:00-16:30. In questa occasione avrò l’onore di condurre la lezione Travel Epiphanies. Little moments of perfect clarity along the way (ispirata dai temi trattati nel mio nuovo libro Le rivelazioni del viaggio. Piccoli attimi di perfetta chiarezza lungo il cammino) e guiderò la discussione che ne seguirà,  nella classe “graduate” (Master e Ph. D) ITW 6485-001 Humor, Irony, Satire in Contemporary Italian Literature (Professor Emanuele Pettener, ogni mercoledì dalle 15 alle 17:50 in CU 301). L’incontro sarà aperto al pubblico sia in presenza che via Zoom (a questo link).

Scrittura e traduzione

Mercoledì 26, ore 19:00-20:00. Nell’ambito della celebrazione dei Parchi Letterari nella Giornata della Poesia e delle Foreste, il Programma di Studi Italiani della Florida Atlantic University presenta una mia conferenza dal titolo: Philosophy and Geography: The Voyage of the Translator, in PA 101, Boca campus. Evento aperto a tutti.

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Gettare ponti, fino alla Florida

GETTARE PONTI, FINO ALLA FLORIDA

Nell’avvicinarmi al 2025, sto iniziando a pensare alla promozione del mio nuovo libro, in uscita con Ediciclo a fine febbraio. Per adesso, anticipo soltanto che riguarderà il tema del viaggio, e posso preannunciare che la prima presentazione sarà il 5 marzo presso la residenza letteraria fiorentina Itaca, con lo scrittore e giornalista Paolo Ciampi, che dirige lo stesso centro culturale.

Ci torneremo sopra con dovizia di particolari. La cosa che invece desidero condividere con voi fin da ora più nel dettaglio, e con grande gratitudine verso lo scrittore e docente universitario Emanuele Pettener, è che sono stato invitato da lui e da sua moglie Ilaria Serra, anche lei professoressa d’Italiano (e Studi Comparativi), presso la Florida Atlantic University (la cui sede è a Boca Ratón), tra il 24 e il 31 marzo, per varie giornate di incontri con gli studenti e la comunità italiana (e italofona) locale. Questi appuntamenti saranno imperniati sul mio lavoro e la mia produzione di scrittore e traduttore, che considero da sempre un’unica attività, impegnandomi a svolgerla appunto per gettare ponti tra mondi (artistici, geografici, culturali e politici) che alcuni vorrebbero ostinarsi a vedere divisi.

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Boca Ratón in una foto di Don Ramey Logan (che ho trovato su Wikipedia) dal titolo “Boca Raton Florida Sunset” (da Wikimedia Commons, Creative Commons Attribution-ShareAlike 3.0)

Sarà la mia terza trasferta negli Stati Uniti, dopo gli appuntamenti del 2018 a New York e quelli della primavera 2009 tra Maryland, Pennsylvania e South Carolina (viaggiando lungo lungo la East Coast in compagnia di colei che, dall’autunno di quell’anno, non ha mai smesso di mancarmi, ma in altro modo c’è sempre). E, in sostanza, questi nuovi incontri rappresenteranno il proseguimento e l’approfondimento delle riflessioni svolte nel corso degli ultimi diciotto mesi sul tema Gli orizzonti del viaggio e delle lingue, un evento che ho portato in giro per l’Italia e anche in Svezia, Polonia e Repubblica Ceca.

La parola-chiave, come dicevo, è gettare ponti. Ci ho riflettuto molto negli ultimi tempi (e sono tornato a farlo nei giorni scorsi), in relazione tanto alla stesura del mio saggio narrativo Voci oltre il buio quanto a quella (precedentemente conclusa) del mio romanzo, pure inedito, La via dell’altrove, che sia per i temi affrontati, sia per i luoghi in cui è stato scritto (in primis l’Ungheria), ben s’intona con l’idea di qualcosa che, come un ponte, si stende tra culture e mondi diversi. Senza parlare delle traduzioni in corso e in arrivo, che alimenteranno ulteriormente questo flusso multilingue e multiculturale.

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Giovanni Agnoloni
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