Silenzi d’estate

SILENZI D’ESTATE

Sono tornato da poco dalla prima, intensa fase di promozione del nuovo libro Da luoghi lontani (Arkadia Editore), che ho scritto insieme a Carlo Cuppini e Sandra Salvato, e mi trovo a entrare in una stagione di caldo e silenzi d’estate che invita al raccoglimento, a godere del presente e a viaggiare con la mente e l’anima, prima di risalire in macchina e partire per altre destinazioni.

L’idea di questo articolo mi è venuta mentre, due giorni fa, facevo il mio abituale giro a piedi per il quartiere dove abito, Ponte a Greve, sospeso esso stesso tra i silenzi (e a volte i rumori) di due “zone diverse”, Firenze e Scandicci, e dunque in sé un po’ “viaggio tra mondi”.

Silenzi
Il torrente Greve visto dal vecchio ponte lungo Via Pisana (foto mia)

In passato, tornando dopo un bel periodo fuori, mi giravano abbondantemente le scatole per il fatto di dovermi reimmergere nella solita quotidianità ripetitiva, spesso ammorbata dalle pressioni del pensiero legate alle prove della vita. Oggi, anche grazie al brillante lavoro di ricentratura e alleggerimento condotto con la guida di uno straordinario catalizzatore, il naturopata (e grande musicista) Andrea Cappelletti qui una mia vecchia ma sempre attuale intervista a lui -, posso dire che non è più così. Più avanti vado in questo percorso, più mi rendo conto che tutto è relazione, e che nelle cose è nascosto un percorso chiaro e luminoso, una vibrazione di musica pura e benefica, che attraversa perfino le regioni più oscure (soprattutto in tempi di follia e abuso del diritto come quelli che abbiamo recentemente vissuto e che ci auguriamo siano finiti).

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Iniziare un romanzo

INIZIARE UN ROMANZO

Iniziare un romanzo

Oggi inizio a dedicarmi seriamente a un romanzo che ho in gestazione da qualche mese. Iniziare un romanzo è il passo più importante. Soprattutto se, come nel mio caso, è un romanzo del dopo. Per la prima volta mi trovo a scrivere un libro post-distopico. In altre parole, un libro sulla vita che ricomincia. È uno scopo che mi sono prefisso in questi ultimi mesi. La vita sta ripartendo, ed è giusto iniziare a pensare in un altro modo. Anzi il modo, che nasce da dentro, dal Sé, e che quindi racconta come questo si esplica nel mondo.

Una delle cose più difficili, credo, è raccontare la normalità senza risultare banali. La narrativa contemporanea è in genere basata o sull’uomo in crisi – che finora ho ampiamente esplorato in tutta la mia produzione – o sulla contemplazione del “quotidiano”, raccontato pedissequamente e senza alcun magnetismo. Da qui la mia scommessa, di segno opposto: addentrarmi, con questo nuovo libro, nei territori quotidiani, per snidarvi precisamente quella misura di sorpresa, di ricerca e di miracolo che in effetti c’è, al suo interno. E questo sia per effetto dei fattori energetico-spirituali che vi albergano e che pure sono al centro della mia indagine, sia per le tracce di risposte che la quotidianità contiene rispetto a misteri del passato e a nuove possibili prospettive di sviluppo.

Il presente, di fatto, è l’unica cosa che esiste, se è vero che il tempo, nelle equazioni più avanzate della fisica quantistica, in definitiva non esiste, come ben spiega Carlo Rovelli ne L’ordine del tempo (ed. Adelphi). Dunque dobbiamo esplorare questo presente per renderci conto di come in esso sia racchiusa quella misura di elettricità che è il segno tangibile della com-presenza dello spirito alla materia, e che è il sedimento di ciò che noi percepiamo come “passato” e il preludio di quello che avvertiamo come “futuro”.

Questa credo essere la cifra – e il luogo – della mia nuova produzione letteraria. Da qui in poi, la musica modula in un’altra tonalità, figlia sì delle precedenti, ma intimamente nuova.