Viaggiare leggendo (e scrivendo)

VIAGGIARE LEGGENDO (E SCRIVENDO)

Viaggiare leggendo è uno dei refrain estivi più consolidati, benché messi alla prova dalle pigrizie tecnologicamente indotte degli ultimi dieci-quindici anni. Eppure, col ritorno alla vita dopo la triste stagione pandemica, si percepisce come le persone lo desiderino, esattamente come desiderano vedere i posti, viverli e incontrarci altra gente. Nel corso delle prime presentazioni di Da luoghi lontani (Arkadia Editore) in giro per l’Italia, ho avuto modo di sentirlo con chiarezza.

Viaggiare leggendo

Da Senigallia a Firenze, da Vercelli a Torino, da Barga a Urbino, ho percepito nitidamente come spostarsi e toccare (perché mi riferisco proprio al libro cartaceo, oggetto gradevolissimo come forma e consistenza, ancor prima che per i contenuti) fossero proprio le cose che più ci mancavano.

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Resistenza vs dipendenza

RESISTENZA VS DIPENDENZA

resistenza

Traducendo l’articolo della Prof.ssa Karwacka-Pastor Świat bez Internetu. Lęk i niepokój w twórczości Giovanniego Agnoloniego (“Il mondo senza Internet. Paura e inquietudine nell’opera di Giovanni Agnoloni”), pubblicato nel volume “(NIE)POKÓJ w tekstach kultury XIX-XIX wieku (“Pace e inquietudine nei testi di rilevanza culturale nei secoli XIX-XXI”) (Wydawnictwo Uniwersytetu Gdańskiego, Gdańsk 2021), mi sono imbattuto in un passo di Internet. Cronache della fine (Galaad Edizioni) che suona quanto mai attuale, soprattutto in relazione ai concetti di resistenza (e di un suo frequente opposto, la dipendenza):

“Stavo indugiando troppo a lungo. Erano diverse ore che aspettavo, spaventato all’idea di uscire allo scoperto. Non riuscivo ad accettare quanto era successo; l’aut aut che mi avevano imposto, togliendosi la maschera.

La Macros aveva fornito all’Europa il più avanzato livello di servizi mai sperimentati, superiore perfino agli standard di vita americani. La crisi dei primi quindici anni del Duemila aveva determinato un blocco generalizzato dell’economia, che aveva portato a un ristagno dei consumi; finché non era apparso qualcuno che aveva immesso sul mercato prodotti tecnologici adatti alla vita quotidiana e a basso costo. Il benessere era sembrato di nuovo alla portata di tutti. L’omologazione aveva trionfato.

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Enrico Macioci recensisce “Internet. Cronache della fine”

ENRICO MACIOCI RECENSISCE “INTERNET. CRONACHE DELLA FINE”

Enrico Macioci

Ringrazio di cuore l’amico, collega e compagno di lotta contro gli abusi governativi e in difesa della Costituzione e dei diritti civili Enrico Macioci, che in questa meravigliosa recensione di Internet. Cronache della fine (Galaad Edizioni), uscita su Lankenauta, ha perfettamente colto la misura di sintesi di spirito-e-politica insita nella mia opera distopica. Come a dire, non ci può essere autentica comprensione delle violazioni della dignità umana senza discesa nel Profondo.

Eccone un estratto:

“Che un mondo ben preciso, quello del finanzcapitalismo (Gallino) o del realismo capitalista (Fisher) che dir si voglia, si stia inabissando davanti ai nostri occhi non si discute; il punto è tenere gli occhi aperti per guardarlo, e non distoglierli da cotanto sfacelo.

Agnoloni al coraggio somma una visione nutrita di filosofia, sociologia, psicologia, teologia; i suoi molteplici interessi e le sue vaste competenze convergono nell’opus magnum a formare un blocco coeso, una sorta di pietra tombale ritta nella palude della nostra esausta civiltà.

Sono molteplici le analogie fra ciò che accade nei romanzi di Agnoloni e ciò che sta accadendo oggi all’umanità cosiddetta evoluta (Occidente, Cina, Giappone, Russia): un controllo sempre più sottile, maligno, mascherato e pervasivo; una polarizzazione fra chi si uniforma e chi si ribella (pochi, come sempre); una lotta concretissima e però anche trascendente.”

Colgo anche l’occasione per ricordare la lodevole protesta contro il Green Pass dell’altro amico e compagno Carlo Cuppini, che insieme ad altri intellettuali sta portando avanti uno sciopero della fame.

L’auspicio è che ogni forma di impegno intellettuale, fisico e spirituale (ivi inclusa la raccolta di articoli curata da Giulio Milani Noi siamo l’opposizione che non si sente, ed. Transeuropa, con la partecipazione di Enrico, Carla e mia), porti rapidamente alla cessazione di questa infame forma di discriminazione umana e sociale, priva di qualsivoglia base scientifica.

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Internet Cronache della fine su TVL Pistoia

Internet Cronache della fine (Galaad Edizioni), la raccolta della mia quadrilogia distopica, è stata ospitata su TVL Pistoia, nella trasmissione “Giallo Pistoia”, condotta da Giuseppe Previti e Maurizio Gori, che mi hanno intervistato sul mio volume.

Internet Cronache della fine

Nel corso di questa bellissima puntata, abbiamo toccato tutti i temi più importanti della mia produzione distopica, o almeno di quella del decenni appena conclusosi, riunita in Internet Cronache della fine: dalla società del controllo al rapporto dell’uomo con la città e con la natura, dalla nebbia della non-conoscenza alla possibilità – e necessità – di ricentrarsi nella consapevolezza di sé, dalla Rete come strumento di potere alla rete di energie sottili che collega spiritualmente l’uomo al creato e ai livelli superiori, e dai luoghi come personaggi alla genesi dei personaggi all’interno di quei luoghi.

Grazie ancora agli intervistatori e allo staff di TVL! Ecco il video della puntata:

Romanzi distopici e realtà

ROMANZI DISTOPICI E REALTÀ

Più volte mi è capitato di sentirmi chiedere se la mia narrativa sia fantastica, e ho sempre risposto di no. Il fatto che il mio libro Internet. Cronache della fine (Galaad Edizioni) parli di un mondo, negli anni tra il 2025 e il 2029, nel quale la Rete collassa per volontà di una multinazionale che vuole prendere il potere assoluto, i droni pattugliano il cielo americano moltiplicando segnali wifi che vogliono creare una nuova Rete e ologrammi perfettamente identici alle persone che accompagnano fanno loro da spin doctor, sostituendosi al libero arbitrio, non basta per connotare ciò che scrivo come “fantasia”. Anche perché estremizza tratti e rischi già presenti nel nostro mondo, come i grandi romanzi distopici (con 1984 di George Orwell in testa ) ci ha insegnato.

Ecco un estratto (da pag. 538) di Internet. Cronache della fine che idealmente dedico – tanto per venire al concreto – ai fascisti (o stalinisti, o cmq amanti dell’apartheid) di oggi, ovunque siano radicati:

“Sono decenni che il Sistema, ancor prima di dichiararsi apertamente come tale, lavora sull’intelligenza delle persone, inducendo in loro il bisogno di competere nel cercare di essere uguali. La Rete, nelle sue innumerevoli manifestazioni, ha radicalizzato tutto questo.Il bisogno di uniformarsi a uno schema generale prima si manifestava nella corsa all’assimilazione dei modelli pubblicitari. Poi si è realizzato anche tramite gli infiniti strumenti di condizionamento del pensiero resi possibili da internet, e in particolare dai social media, capaci di dare un’illusione di condivisione, mentre in realtà scavavano intorno a tutti un fossato invisibile.Ora anche quest’ultima parvenza di contatto con gli altri è stata demolita. Uomini e donne sono stati ridotti a individui privati perfino della loro risorsa più vitale: la conoscenza di sé. Perché anche il loro “sé” è eterodiretto.”

(pagina scritta, in gran parte sul tavolo nella foto, tra il 2016 e il 2017)