Viaggiare leggendo (e scrivendo)

VIAGGIARE LEGGENDO (E SCRIVENDO)

Viaggiare leggendo è uno dei refrain estivi più consolidati, benché messi alla prova dalle pigrizie tecnologicamente indotte degli ultimi dieci-quindici anni. Eppure, col ritorno alla vita dopo la triste stagione pandemica, si percepisce come le persone lo desiderino, esattamente come desiderano vedere i posti, viverli e incontrarci altra gente. Nel corso delle prime presentazioni di Da luoghi lontani (Arkadia Editore) in giro per l’Italia, ho avuto modo di sentirlo con chiarezza.

Viaggiare leggendo

Da Senigallia a Firenze, da Vercelli a Torino, da Barga a Urbino, ho percepito nitidamente come spostarsi e toccare (perché mi riferisco proprio al libro cartaceo, oggetto gradevolissimo come forma e consistenza, ancor prima che per i contenuti) fossero proprio le cose che più ci mancavano.

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Grosseto e oltre

GROSSETO E OLTRE

Grosseto
Un tratto della spiaggia di Follonica

Il 28 aprile ho fatto il mio primo incontro coi lettori da quasi un anno in quel di Grosseto, presso la Sala “Sandro Pertini”, nell’ambito della rassegna “Autori oltre il tempo rovinoso” a cura di Pasqualino Casaburi. In quest’occasione abbiamo parlato di tutta la mia produzione letteraria, da Internet. Cronache della fine (Galaad Edizioni) a Viale dei silenzi (Arkadia Editore) e Berretti Erasmus (Fusta Editore), fino a introdurre Da luoghi lontani (Arkadia Editore), che il 20 luglio tornerò a presentare sempre a Grosseto e con Pasqualino Casaburi, in un appuntamento all’aperto presso le mura urbane, insieme ai miei coautori Carlo Cuppini e Sandra Salvato.

Quello che più conta, però, è stata la comunione di spiriti che ho respirato, con lettori che condividevano con me non solo l’interesse per la letteratura, ma anche i valori civili che hanno animato la resistenza alle discriminazioni di questa fase storica.

Ecco un video dell’incontro:

Poi, la sera, passeggiando per Grosseto dopo un’ottima cena nel bellissimo ristorante vegano “Essenza” di Valentina Marchetti, ho respirato – complice la scarsa quantità di persone in giro – un’atmosfera di altri tempi, che mi ha intuitivamente riportato agli anni Cinquanta, quando mia madre viveva proprio in questa città. E sensazioni consonanti ho provato nei due giorni seguenti a Follonica, dove ho trascorso molte ore su una spiaggia semideserta, con alle spalle il vecchio edificio di una colonia marina d’antan e, a sinistra e a destra, una distesa di sabbia bordata di azzurro e vele scure, oltre che di bassi edifici in stile quasi-coloniale. Anche loro rimandavano a un’Italia andata, sempre quella della giovinezza di mia madre. Anni e percezioni ambientali resi magistralmente nel libro di Pier Paolo Pasolini La lunga strada di sabbia (Guanda), che ho letto di recente.

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Resistenza vs dipendenza

RESISTENZA VS DIPENDENZA

resistenza

Traducendo l’articolo della Prof.ssa Karwacka-Pastor Świat bez Internetu. Lęk i niepokój w twórczości Giovanniego Agnoloniego (“Il mondo senza Internet. Paura e inquietudine nell’opera di Giovanni Agnoloni”), pubblicato nel volume “(NIE)POKÓJ w tekstach kultury XIX-XIX wieku (“Pace e inquietudine nei testi di rilevanza culturale nei secoli XIX-XXI”) (Wydawnictwo Uniwersytetu Gdańskiego, Gdańsk 2021), mi sono imbattuto in un passo di Internet. Cronache della fine (Galaad Edizioni) che suona quanto mai attuale, soprattutto in relazione ai concetti di resistenza (e di un suo frequente opposto, la dipendenza):

“Stavo indugiando troppo a lungo. Erano diverse ore che aspettavo, spaventato all’idea di uscire allo scoperto. Non riuscivo ad accettare quanto era successo; l’aut aut che mi avevano imposto, togliendosi la maschera.

La Macros aveva fornito all’Europa il più avanzato livello di servizi mai sperimentati, superiore perfino agli standard di vita americani. La crisi dei primi quindici anni del Duemila aveva determinato un blocco generalizzato dell’economia, che aveva portato a un ristagno dei consumi; finché non era apparso qualcuno che aveva immesso sul mercato prodotti tecnologici adatti alla vita quotidiana e a basso costo. Il benessere era sembrato di nuovo alla portata di tutti. L’omologazione aveva trionfato.

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Messaggi dei sogni e scrittura

MESSAGGI DEI SOGNI E SCRITTURA

Messaggi dei sogni

Mi capita spesso – per me che, fino a poco tempo fa, ero nottambulo – di svegliarmi molto presto. E mi accorgo che, verso le sei del mattino, sono massimamente recettivo. I canali energetico-spirituali sono aperti, i sogni sono altamente rivelatori e i messaggi che ricevo sono chiarissimi.

Spesso hanno a che fare con la trama di ciò che sto scrivendo. Quello che vedo e sento riguardo al mio nuovo libro (quello post-distopico di cui vi ho già scritto) ha a che fare con un orizzonte di rinascita, oltre il buio manipolatorio del presente e oltre ogni dualismo. Si tratta di un nuovo linguaggio, come sperimentare una nuova lingua o un nuovo tipo di musica. È una frontiera che ho sperimentato poche altre volte. Anzi, è la prima, almeno in modo così marcato.

Messaggi dei sogni

Qualcosa del genere mi era già successo, ma molto meno intensamente, mentre scrivevo Viale dei silenzi (Arkadia Editore). Lì l’aspetto-chiave era stato il dialogo dell’io narrante con il padre, che rifletteva (sia pur in una cornice di eventi non autobiografica) il mio dialogo spirituale con mio padre.
Per esempio in questo pezzo, dove Roberto, lo scrittore protagonista del romanzo, rileggeva in un suo manoscritto parole che aveva immaginato pronunciate dal genitore:

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Voce interiore e scrittura

VOCE INTERIORE E SCRITTURA

Voce interiore

Nello scrivere, soprattutto in un periodo difficile come questo, uno degli elementi fondamentali, anche per parlare del mondo in cui viviamo o verso cui andiamo, è prescindere dal mondo. Non lasciarsi turbare, pizzicare o anche solo sfiorare da stati d’animo negativi indotti da pensieri, voci o opinioni abilmente diffusi dai media o da discutibili forme di controinformazione.

Come ricorda sempre l’ottimo numerologo e motivatore Alberto Ferrarini, occorre sforbiciare, tagliare via tutto ciò che interferisce con la nostra voce interiore. Solo così è possibile attingere a quei pensieri netti e lucidissimi che sono capaci di incidere nella realtà, e scrivere cose che diano veramente un contributo, a noi e agli altri.

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Letture recitate da “Partita di anime”

LETTURE RECITATE DA “PARTITA DI ANIME”

Letture recitate

Ringrazio molto l’amica Francesca Di Natali per aver registrato queste due bellissime letture recitate da Partita di anime, il secondo libro della mia quadrilogia distopica Internet. Cronache della fine (Galaad Edizioni).

Francesca è un’ottima doppiatrice, e qui ha restituito alla perfezione l’atmosfera sospesa e carica di allusioni spirituali sia della Amsterdam del primo racconto del libro, sia della Firenze notturna del secondo.

Le foto che accompagnano le letture, montate dall’editore Paolo Ruggieri, che pure ringrazio, sono dei miei scatti degli anni scorsi.