Nuova letteratura fantasy

Giovanni Agnoloni
Nuova letteratura fantasy. Uno studio critico (Eumeswil(/Sottovoce, 2010)

Finalista al Premio Italia 2011



fantasy

Scopo di questo saggio è trattare il tema del fantastico da un punto di vista innovativo. In particolare, esso aspira a verificare in che misura la lezione di stile e di sensibilità di J.R.R. Tolkien sia stata recepita anche da scrittori che non hanno parlato di mondi fantastici, ma di quello reale. Fino ad oggi Tolkien non è stato praticamente mai citato nei testi di letteratura cosiddetta seria. Partire da lui per un percorso di studio comparativo secondo criteri nuovi è invece un’occasione preziosa.

Indipendentemente dai possibili influssi che la letteratura tolkieniana ha esercitato su numerosi autori della contemporaneità, emerge infatti come molti di questi abbiano saputo rappresentare la realtà e ambientarvi storie con un’attenzione del tutto speciale per ciò è strano, o comunque tale da destare meraviglia nei lettori, e da realizzare così una catena di effetti molto simile, se non analoga, a quella dallo stesso Tolkien postulata – nel suo saggio On Fairy Stories (Sulle fiabe)– come caratteristica della fiaba (e dunque del fantasy): Evasione, Ristoro e Consolazione. Sono tematiche che presentano profili di spiritualità, che in questo libro si cerca di approfondire.

Esiste dunque la possibilità di analizzare, in rapporto a passi tolkieniani ricchi di sonorità affini, brani di scrittori come Hermann Hesse, José Saramago, Joseph O’Connor, Cees Nooteboom, Gabriel García Márquez, Paulo Coelho, Manuel Vázquez Montalbán, Jostein Gaarder, Banana Yoshimoto: tutti senza dubbio molto diversi tra loro, ma con un aspetto in comune, ovvero la risonanza delle atmosfere, il magnetismo degli ambienti, la capacità di scovare tracce di segreta energia naturale anche negli anfratti della metropolitanità, uno sguardo attento agli echi segreti dello spirito ed una passione esplorativa che comporta una continua reinvenzione del reale ed una crescita personale nella consapevolezza di noi stessi e del mondo.

Questo libro si articola attraverso una serie di capitoli, in ciascuno dei quali passi dei suddetti scrittori vengono analizzati in analisi comparata con altri di J.R.R. Tolkien, allo scopo di enucleare dei valori comuni, circolanti nel pensiero della contemporaneità e che si possono considerare figli dell’impostazione di pensiero e della sensibilità tolkieniana, o comunque agilmente riconducibili entro quell’approccio alle cose del mondo. Peraltro, lo stesso capitolo introduttivo si caratterizza per un’approfondita analisi del concetto tolkieniano di credenza secondaria, nonché per un’attenta considerazione delle radici filosofiche del fantasy del Professore di Oxford.

Attraverso artisti come questi, da Tolkien ai contemporanei citati, il fantasy, già di per sé ricco di elementi di affinità emotiva, etica e concettuale con il mondo reale, trova una felice – benché forse inconsapevole – continuazione in una parte importante della “letteratura del mondo reale”. Allo stesso modo, si evidenzia il formarsi di un nucleo di valori legati alla sensibilità per la natura e per i segreti più luminosi dello spirito umano, in contrapposizione al dilagante senso di indifferenza ed all’avvilente tendenza all’appiattimento dei valori etici ed estetici, tipici della società contemporanea.

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