Amir Valle in Toscana

AMIR VALLE IN TOSCANA

Amir Valle 1

Come avevo preannunciato, la nuova settimana porta con sé l’arrivo in Italia dello scrittore cubano Amir Valle, il cui grande reportage sulla prostituzione a Cuba Habana Babilonia, da me tradotto dallo spagnolo per Golem Edizioni (con la revisione di Alessandro Gianetti) presenteremo il 7 maggio (alle ore 18) alla Libreria “Civico 14” di Marina di Pisa (Via Maiorca 14/b) e l’8 maggio (sempre alle 18) al Centro Culturale “Itaca” a Firenze (Via di San Domenico 22). Nel secondo caso, l’evento sarà patrocinato dall’Associazione “Nosotras” per la promozione dei diritti delle donne, la cui presidentessa Isabella Mancini co-condurrà la presentazione con me.

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Amir Valle 2

Edito da Planeta nel 2006, Habana Babilonia è divenuto un successo mondiale, tradotto in molte lingue, ma ancor prima che venisse pubblicato innumerevoli copie-pirata circolavano tra gli abitanti di Cuba, rendendolo inviso alle autorità politiche.

L’opera (Premio “Rodolfo Walsh” del 2007 per il miglior saggio al mondo in lingua spagnola) procede incrociando testimonianze di prostitute, protettori e altri componenti di questo grottesco tessuto umano, e raccontandone le storie con una felice sintesi di oggettività giornalistica e intensità narrativa. Offre inoltre un’ampia riflessione storico-sociale sul fenomeno, a partire dalle prime prostitute giunte a Cuba con Cristoforo Colombo.

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Tradurre come recitare

TRADURRE COME RECITARE

Sono sempre stato affascinato dall’arte della recitazione, anche se come attore mi considero negato (partecipai a una recita al liceo, ma non era “il mio sport”). Eppure l’altro giorno, durante un tandem linguistico italo-francese con l’amica Cécile, mi è venuta in mente un’analogia che l’ha convinta e ha persuaso subito anche me: se nello scrivere si deve attingere dal pozzo della propria più profonda autenticità (dal Sé – di scrittori pieni di ego francamente non se ne può più), nel tradurre si agisce come attori che interpretano un ruolo. In altre parole, si può anche essere (molto) diversi dall’autore o dall’autrice che si sta traducendo, ma – quando la sintonia c’è, altrimenti meglio astenersi – ci si immerge in quel ruolo, in quella voce, e le si presta la propria voce nella propria lingua.

Tradurre 1

Sono considerazioni che svilupperò nelle mie prossime conferenze in Florida (dice: ti fai pubblicità? Sì, è il mio lavoro, non un hobby), e che ben si attagliano anche ai nuovi libri da me tradotti appena usciti o prossimi alla pubblicazione. Mi riferisco ad Habana Babilonia – grande reportage dello scrittore Amir Valle sull’universo della prostituzione (femminile e maschile) a Cuba, tradotto in molteplici lingue, censurato in patria e costato l’esilio all’autore, e ora giunto in Italia grazie a Golem Edizioni -, ma anche alla silloge poetica La composizione biologica di una goccia di acqua di mare porta con sé l’eco del sangue nelle mie vene del poeta faroese Kim Simonsen (in uscita per I Libri di Mompracem), che ho tradotto dall’inglese partendo dalla versione americana di Randi Ward e pur tenendo presente (con le mie limitate intuizioni legate alle consonanze del testo con la lingua svedese, e con l’aiuto di Randi) il testo originale faroese.

In questo volume poetico ho anche scritto una postfazione, nella quale ho enucleato tutti i contenuti contemplativi, filosofici ed estetici incastonati in quei viaggio in versi attraverso gli elementi, i dolori e i rimpianti propri dei luoghi della giovinezza del poeta, da lui rivisitati dopo la morte del padre.

In entrambe queste traduzioni non ho dovuto fare uno straordinario sforzo “interpretativo” nel senso attoriale di cui sopra, perché i due autori, pur molto diversi tra loro, presentavano e presentano degli elementi in comune con la mia indole, che racchiude in sé uno spirito contemplativo attento alle epifanie degli ambienti – lo sapete bene dal mio nuovo libro Le rivelazioni del viaggio (Ediciclo Editore) – e una ferma volontà di denuncia di ciò che non va nel mondo (lo saprà chi mi ha seguito durante la pandemia, ma anche chi ha letto la mia tetralogia di romanzi distopici Internet. Cronache della fine, edita da Galaad Edizioni).

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Habana Babilonia in arrivo

HABANA BABILONIA IN ARRIVO

In prossima uscita per Golem Edizioni, la traduzione dallo spagnolo che mi ha impegnato per gran parte del 2024 (con la revisione di Alessandro Gianetti e il supporto del programma Acción Cultural Española). Habana Babilonia, un grande reportage storico-giornalistico-narrativo dell’autore cubano Amir Valle sul fenomeno del “jineterismo” nell’Isola – ovvero, sulle jineteras, le prostitute che vanno a caccia di turisti, e intorno alle quali si è sviluppato un ramificato business che coinvolge numerosi livelli della società cubana.

Habana Babilonia

Edito da Planeta nel 2006, Habana Babilonia è divenuto un successo mondiale, tradotto in molte lingue, ma ancor prima che venisse pubblicato innumerevoli copie-pirata circolavano tra gli abitanti di Cuba, rendendolo inviso alle autorità politiche.

L’opera (Premio “Rodolfo Walsh” del 2007 per il miglior saggio al mondo in lingua spagnola) procede incrociando testimonianze di prostitute, protettori e altri componenti di questo grottesco tessuto umano, e raccontandone le storie con una felice sintesi di oggettività giornalistica e intensità narrativa. Offre inoltre un’ampia riflessione storico-sociale sul fenomeno, a partire dalle prime prostitute giunte a Cuba con Cristoforo Colombo.

Per la sua forza investigativa nel denunciare il grave problema della prostituzione e la corruzione ruotante attorno a esso, il libro è stato censurato da Fidel Castro, cosa che ne ha accresciuto lo scandalo e ha fatto dell’autore uno scrittore di culto.

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Il santuario delle ombre recensito da Francesco Improta

IL SANTUARIO DELLE OMBRE RECENSITO DA FRANCESCO IMPROTA

Su RPLibri è uscita una bellissima recensione del Prof. Francesco Improta del romanzo da me tradotto Il santuario delle ombre dello scrittore cubano Amir Valle (recentemente uscito per Golem Edizioni). Cito l’inizio del pezzo, ringraziando il Prof. Improta per le parole che ha speso sul mio lavoro di traduzione e rimandandovi al sito per la versione integrale:

“Da poco più di un mese è arrivato in libreria, nella sontuosa traduzione di Giovanni Agnoloni, Il santuario delle ombre di Amir Valle, scrittore cubano che attualmente vive e lavora a Berlino. Come si può leggere sul suo sito internet, “Amir non abita (più) a Cuba ma Cuba abita (sempre) in lui”, nel senso che egli è visceralmente legato alla sua terra d’origine e non può prescindere da essa. Non solo i suoi libri, di fiction o di saggistica poco importa, sono ambientati a Cuba ma affrontano anche e soprattutto i problemi e le contraddizioni, le aspettative e le delusioni, la corruzione e le paure di quest’isola caraibica. Ne Le Porte della notte, tradotto sempre da Agnoloni e pubblicato in Italia nel 2013, un anno dopo Non lasciar mai che ti vedano piangere, Valle aveva affrontato una delle piaghe peggiori del nostro tempo, la pedofilia spesso contrabbandata sotto l’etichetta, già di per sé disdicevole e vergognosa, di turismo sessuale così diffuso nell’America centrale e meridionale, qui, ne Il santuario delle ombre,  denuncia un fenomeno ancora più drammatico: la fuga dei cubani dal regime, nell’illusione di un futuro migliore, che finiscono vittime dei cosiddetti traghettatori che li derubano, li uccidono e li gettano a mare (si parla di oltre 20.000 cubani finiti in questo modo). Alla storia reale, corredata da fatti realmente accaduti e personaggi veramente esistiti, che ha non poche consonanze con le migrazioni verso l’Europa di africani disperati che cercano di sfuggire alla guerra o alla miseria e che spesso diventano cibo per i pesci del Mediterraneo, s’intreccia una vicenda di fantasia, a mezzo tra l’inchiesta giornalistica e il noir.”

Il santuario delle ombre
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Amir Valle, “Il santuario delle ombre”

AMIR VALLE, “IL SANTUARIO DELLE OMBRE”

Ecco la mia nuova traduzione, Il santuario delle ombre dello scrittore cubano Amir Valle, uno dei massimi esponenti della narrativa di testimonianza storico-sociale sugli aspetti più oscuri della Cuba contemporanea. È appena uscito per Golem Edizioni, ed è una storia tragica e bellissima, sul dramma dei cubani in fuga dal regime nel disperato tentativo di raggiungere la Florida (e l’illusione di una vita migliore), cadendo però vittime di uno spietato racket di “traghettatori” che invece li derubano per poi ucciderli e gettarli in mare.

Amir Valle

Un tema quanto mai attuale, corredato dall’aspetto giallistico-noir dell’indagine del poliziotto Alain Bec e del “sindaco” della mala “vecchio stile” di Habana Vieja Alex Varga – storici personaggi creati dalla penna di Amir Valle. L’autore, che in passato avevo già tradotto con i suoi romanzi Le porte della notte e Non lasciar mai che ti vedano piangere, risiede da anni a Berlino, dove svolge anche la professione di giornalista, alla base del suo approccio alla concretezza dei fatti del nostro tempo.

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Giovanni Agnoloni
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