Viaggio nordeuropeo, questione di lingue

VIAGGIO NORDEUROPEO, QUESTIONE DI LINGUE

Per il mio luglio (e inizio agosto) avevo programmato un viaggio nordeuropeo, ben consapevole a) che nel centro-sud dell’Europa si schianta dal caldo, b) che, a saper scegliere le soluzioni giuste, all’estero si può stare il triplo del tempo di quello che, con la stessa spesa, ci si può permettere nella maggior parte dei luoghi turistici italiani (soprattutto se inclusivi di ombrellone e lettini), e soprattutto che c) la cosa mi sarebbe enormemente giovata dal punto di vista linguistico. E così, per fortuna, è stato.

La prima parte del viaggio ha toccato Berlino, che avevo già visitato varie volte a partire dal 2011, quando vi avevo incontrato per la prima volta lo scrittore e giornalista cubano Amir Valle, che da allora è diventato per me un grande amico e un maestro di veracità di scrittura e di coraggio nel denunciare gli orrori del sistema politico cubano e non solo (dato che il coraggio nella denuncia delle nefandezze dei sistemi politico-finanziari – senza preclusioni di parte di qualunque colore – in genere purtroppo oggi latita nelle sfere intellettuali). E di lui sono diventato traduttore italiano, con opere come le (di pubblicazione più recente) Habana Babilonia e Il santuario delle ombre (edite da Golem), oltre alle precedenti (da noi) Le porte della notte e Non lasciar mai che ti vedano piangere (disponibili nel catalogo di Ilíada Ediciones).

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Alexanderplatz a Berlino, luogo cruciale nel primo atto della tetralogia della fine di Internet, “Sentieri di notte”

Proprio Amir Valle in seguito ha fondato appunto la casa editrice Ilíada Ediciones, che ha sede a Berlino ma pubblica in spagnolo, e nella cui collana Dingua, dedicata a opere in altre lingue, è stata da poco ripubblicata in un’edizione revisionata e con una nuova introduzione (in aggiunta all’ottima prefazione della filosofa e critica letteraria Sonia Caporossi), la mia tetralogia distopica Cronache della fine di Internet (il primo “atto” della quale, Sentieri di notte, era già uscito con loro in lingua spagnola con il titolo de Las sendas de la noche).

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Screenshot

Così, questo viaggio nordeuropeo è diventato anche l’occasione non solo per rivedere Amir e la sua famiglia, ma per presentare insieme la tetralogia nello splendido Salón Berlinés fondato gestito dallo scrittore argentino José Luis Pizzi.

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Da sinistra, con me, Amir Valle, e José Luis Pizzi

Due giorni dopo, è stata la volta della presentazione berlinese del mio ultimo romanzo La prossima notte (Transeuropa), che ho presentato nella bella libreria del quartiere di Prenzlauer Berg Metis Books insieme ad Alessandro Fino, anche lui libraio e vice-presidente del Viola Club Berlino. Nel corso di questo evento, peraltro, abbiamo anche fatto riferimento al mio diario di viaggio filosofico Le rivelazioni del viaggio (Ediciclo) e alla stessa tetralogia distopica.

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Un momento della presentazione da Metis Books insieme ad Alessandro Fino

Peraltro, questa prima tappa del mio viaggio nordeuropeo ha anche significato, oltre che esplorare nuovamente la città assaporandone le atmosfere – che adoro da sempre, tanto da avervi ambientato buona parte di Cronache della fine di Internet e del mio romanzo Viale dei silenzi (Arkadia) -, scoprire dei nuovi angoli della stessa dove non ero ancora stato (per esempio il quartiere bohémien di Neukölln) e vari splendidi posti dei suoi dintorni (in senso esteso), come il lago di Wannsee, la città di Potsdam e (appunto, allontanandosi di più) la bellissima città di Lipsia, che mi attirava con forza per l’aura “bachiana” che l’ammanta, dato che Johann Sebastian Bach vi lavorò lungamente come maestro di cappella della Thomaskirche (tanto che lì si trova la sua tomba).

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Esterno della Thomaskirche a Lipsia

Poi, appunto, ecco le lingue. Pur parlandone e usandone diverse nel lavoro di traduttore letterario, quella col tedesco è una mia “questione personale” che si trascina da anni, a partire dai primi corsi formali a Firenze per poi accantonarlo a favore dello svedese (appartenente allo stesso ceppo e quindi tale da indurre in confusione) e riprenderla di tanto in tanto. Adesso però l’ho “riattivato” e conto di dedicarmici con maggior continuità. Anche perché, pur non essendo una lingua per così dire di mio gusto dal punto di vista musicale (come invece lo svedese), la ammiro per la sua logica quasi matematica, e costituisce un ottimo esercizio intellettuale.

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Un trafficato e vitale scorcio di Neukölln a Berlino

La seconda parte del viaggio prevedeva un soggiorno più lungo a Stoccolma e dintorni. E lì per me si trattava della sesta volta, e lo scopo era più che mai quello di consolidare il mio svedese parlato, dato che per la forma scritta e la traduzione non ci sono problemi (cito, tra tutte, la mia traduzione del capolavoro di Stig Dagerman L’isola dei condannati, per Ortica Editice), mentre per la comprensione e l’espressione orale la lingua svedese è tremendamente complicata, per la tendenza dei nativi a pronunciare molte parole glissandone o fondendone i suoni.

Stoccolma, poi, resta un incanto, regalando alcuni dei più begli scorci metropolitani di cui abbia memoria, tali da reggere il confronto con la vista da Piazzale Michelangelo a Firenze o con quella dei Rynek Główny a Cracovia. Penso al panorama su Riddarlholmen e sulla retrostante Gamla Stan che si può ammirare dal sentiero di Monteljusvägen, sull’orlo dell’isola a sud della Città Vecchia, ovvero Södermalm (Stoccolma consiste sostanzialmente in un arcipelago urbano che è parte di un vasto e intricato complesso di isole e isolette “sospese” tra le acque dolci del Lago Mälaren e quelle salate del Mar Baltico).

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Veduta del cuore di Stoccolma da Monteljusvägen

Proprio nel quartiere alle spalle di questa veduta (appunto, Södermalm) si ambienta parte del primo libro di Cronache della fine di Internet, ma anche un mio nuovo romanzo postdistopico ancora inedito. E, comunque, pure i dintorni della capitale svedese, con diverse località che sorgono lungo le sponde dell’articolato sistema lacustre del lago Mälaren, hanno saputo ispirarmi non solo dal punto di vista di idee per futuri scritti, ma anche nel senso che hanno conciliato il mio lavoro di traduzione (dallo spagnolo e dallo svedese), che intanto stavo proseguendo portandomi spesso dietro il laptop. Penso a luoghi come Sigtuna, considerata la prima “capitale” della Svezia, intorno all’anno Mille, o ancora Västerås, Kungsängen e Södertälje.

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Un parco lungo la sponda del lago Mälaren a Sigtuna

Last but not least, un luogo d’incanto assoluto dove mi ha portato, insieme ad altri amici, quello che oggi è uno dei miei punti di riferimento nel perfezionamento dello svedese, ovvero il docente (di varie lingue) e ottimo italianista Max Dükler, che – insieme a Camilla Lindskoug (anche lei insegnante liceale e autrice di manuali di letteratura per le scuole superiori svedesi) – conversa spesso con me online (e che pure ho incontrato durante questo viaggio). Max mi ha fatto scoprire lo splendido castello di Tyresö, a sud di Stoccolma, e il circostante parco, che si sviluppa attorno a un’insenatura delle acque del Mar Baltico).

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Il castello di Tyresö

Così, tra una gita e una conversazione, via via gli automatistmi e la capacità di esprimermi in svedese sono andati migliorando, il che mi ha anche permesso di dialogare con grande soddisfazione con gli ottimi librai del Söderbokhandeln Hansson & Bruce, lungo Götgatan, che risale Södermalm dalla stazione della metro di Slussen fino alla nevralgica Medgborgarplatsen. In questa splendida e storica libreria di Stoccolma ho individuato alcuni testi inediti in italiano da proporre in traduzione, e che adesso sto leggendo con grande interesse.

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Un tratto di Götgatan

In sintesi, dunque, un viaggio nordeuropeo molto utile, e che mi riporta a Firenze con lo slancio di proiettarmi su nuovi altrove, sia dal punto di vista delle traduzioni in corso (e delle nuove in arrivo da varie lingue), sia da quello della scrittura – durante i soggiorni tedesco e svedese ho completato un racconto che uscirà in una bella collana italiana alla fine dell’estate del 2027 -, sia pensando a nuovi eventi promozionali (in Italia e fuori) dei miei libri già editi e del prossimo, che – vi anticipo – uscirà a fine agosto.

Panorami di Stoccolma e pensieri. Anzi no.

PANORAMI DI STOCCOLMA E PENSIERI. ANZI NO.

Ormai non scrivo su questo blog da un po’ di tempo, perché sono nel bel mezzo di un soggiorno svedese (a Stoccolma e dintorni) che mi sta impegnando soprattutto dal punto di vista linguistico – sono qui per migliorare il mio svedese parlato, dato che per la traduzione già ci siamo, ma per la conversazione serve fare un passo ulteriore. Al contempo, sto continuando a tradurre un altro grande libro dello scrittore cubano Amir Valle (di cui ricordo, in libreria, la mia ultima traduzione, Il santuario delle ombre, edito da Golem) e portando avanti il mio saggio narrativo Voci oltre il buio e (un po’ più a rilento) il mio noir Ladro di stanze.

Panorami di Stoccolma 1

Oggi, però, ispirato dai panorami di Stoccolma (qui trovate alcune mie foto), ho pensato di dover fare il punto rispetto a varie cose su cui mi ero già soffermato in precedenza anche su questo sito, ma che adesso mi sono molto più chiare, perché nel frattempo i progressi interiori sono stati significativi.

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Lo stato dei lavori dopo “Testo”

LO STATO DEI LAVORI DOPO “TESTO”

Sono stati tre giorni intensi, quelli della fiera del libro di Firenze, “Testo”, presso la Stazione Leopolda, giunta alla sua terza edizione. Quale lo stato dei lavori, per quanto mi riguarda? Personalmente, l’ho vissuta da scrittore e traduttore, come generalmente vivo le fiere librarie, parlando con amici editori, autori, giornalisti e lettori e traendo da questi scambi l’indispensabile alimento di contatto umano e professionale che contribuisce alla creatività artistica non meno delle dinamiche interiori, delle esperienze artistiche e dei viaggi.

Stato dei lavori Testo
Una delle due grandi “navate” della Stazione Leopolda durante “Testo” del 2024
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Gotland tra arte, natura e leggende

GOTLAND TRA ARTE, NATURA E LEGGENDE

In libreria dal 19 gennaio 2024 per Ortica Editrice, e disponibile su tutti i principali siti per la vendita di libri online, Träbild. Sussurri da Gotland di Christian Stannow, la mia nuova traduzione dallo svedese.

Un romanzo che è la singolare combinazione di vari racconti imperniati sull’isola baltica di Gotland, tutti ambientati in epoca tardo-medievale e ruotanti attorno alla figura di uno scultore francese naufragato sulle rive dell’isoletta a nord-est dell’isola principale, ovvero Fårö – proprio quella dove circa sei secoli dopo il grande regista Ingmar Bergman avrebbe trascorso gli ultimi anni della sua vita e sarebbe morto (e infatti vi è sepolto).

Gotland

Un romanzo, inoltre, che si sostanzia di leggende e suggestioni scaturenti direttamente dalla natura dei luoghi e dall’immaginario religioso del tempo, con le sue superstizioni e le sue ossessioni, ma anche dai rigori del clima invernale e dall’asprezza di sentimenti plasmati (quando non deformati) dalle difficoltà di una vita a diretto contatto con gli elementi, alternata tra caccia, pastorizia e coltivazione dei campi.

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Perugia e altro

PERUGIA E ALTRO

Di ritorno dall’ottimo incontro sul tema del viaggio presso il Centro Giovani di Sperlonga, che mi ha permesso di conoscere dei ragazzi veramente in gamba, grandi lettori e appassionati di lingue, sto organizzando altri eventi simili presso diverse biblioteche.

Il primo sarà lunedì 16 ottobre alla Biblioteca degli Arconi di Perugia (Via della Rupe, c/o ingresso scale mobili Stazione Pincetto Minimetrò) e avrà per titolo “Gli orizzonti del viaggio e delle lingue”. Sarà un’altra occasione per percorrere i luoghi dei miei libri, oltre a quelli – e alle lingue in cui sono stati scritti – delle opere da me tradotte.

Perugia

Intendo proseguire in questo itinerario di riflessione – iniziato a maggio in quel di Stoccolma – che mette insieme (perché sono insieme) scrittura e traduzione, in quanto entrambe forme di espressione del mondo interiore di un autore, che si tratti di un’opera sua o di un altro scrittore, da lui però interpretata e “trascritta” nell’atto traduttivo.

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Christian Stannow in (mia) traduzione

CHRISTIAN STANNOW IN (MIA) TRADUZIONE

Abbiamo avuto la conferma di un finanziamento proveniente dalla Svezia (più precisamente, dalla Fondazione C.M. Lerici, afferente all’Istituto Italiano di Cultura di Stoccolma) per tradurre questi due libri (li trovate nella foto) dello scrittore, sceneggiatore e regista svedese Christian Stannow (v. qui). Si tratta di Träbild (un romanzo formato da racconti concatenati di ambientazione medievale, sull’isola baltica di Gotland) e di una selezione di poesie ispirate sempre da Gotland e appartenenti alla raccolta dei suoi “Versi sparsi” (Strödda Dikter). Due perle da noi poco conosciute di un autore (oggi novantenne e in gambissima) che ha realizzato dei documentari di successo negli anni ’60.

Christian Stannow

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Scrittura e traduzione – Le mie prossime conferenze svedesi

SCRITTURA E TRADUZIONE – LE MIE PROSSIME CONFERENZE SVEDESI

Ecco l’abstract che ho preparato per le mie prossime conversazioni (a inizio maggio) con gli studenti delle università di Stoccolma e Uppsala, in Svezia.
Come ho scritto qualche giorno fa, sarà un viaggio nella mia dimensione creativa, considerata tanto dal punto di vista di uno scrittore quanto da quello di un traduttore.
Domani (3 aprile) accennerò ad alcuni di questi aspetti anche durante il nostro webinar “Scrittori e scrittura in Italia tra lingua, luoghi e storia”, in diretta dalle 19.30 su Anticorpi letterari.

Here’s the abstract I’ve prepared for my forthcoming talks (in early May) with the students at the universities of Stockholm and Uppsala, in Sweden.
As I wrote a few days ago, it will be a journey in my creative dimension, seen form both a writer’s and a translator’s viewpoint.
Tomorrow (April 3rd) I will also hint at some of these aspects during our webinar “Scrittori e scrittura in Italia tra lingua, luoghi e storia”, live from 7.30 pm on Anticorpi letterari.

Scrittura e traduzione
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Voci e Stoccolma

VOCI E STOCCOLMA

Quando scrivo, e in fondo anche quando traduco, cerco di rendermi il più possibile “tramite”, veicolo di una vibrazione-suono (sia che parta dal testo di un altro autore, come nel caso dello splendido romanzo di Amir Valle che sto traducendo dallo spagnolo e che uscirà in Italia a inizio autunno, sia che parta dal mio profondo, o forse dall’universo implicato di David Bohm – poco cambia).

Spesso quello che scrivo è veicolato dalle mie meditazioni, e spesso in sintonia con quanto emerge dalle terapie bioenergetiche che faccio col mio naturopata – che infatti ha pure ispirato il protagonista di un mio nuovo romanzo ancora inedito -, oltre che con le mie letture, i miei viaggi e i miei autonomi percorsi spirituali.

Voci
Un momento della presentazione di ieri a Bologna a La confraternita dell’uva (scattata dal libraio Giorgio)

Ieri, a Bologna, dopo la presentazione di Da luoghi alla libreria indipendente La confraternita dell’uva, insieme alla giornalista Emilia Vitulano, mentre aggiungevo la mia dedica a quelle di Carlo Cuppini e Sandra Salvato in una copia di Da luoghi lontani (Arkadia Editore), cercavo di concentrarmi su una frase significativa emersa durante quei percorsi, e non riuscivo a ricordare nulla. Poi me n’è venuta una che non corrisponde appieno a quelle “ricevute”, ma ne riproduce il senso in un modo nuovo e perfettamente in linea col mio saggio (auto)narrativo in corso di stesura.

“Oltre la danza della mente, seguendo le voci”

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Giovanni Agnoloni
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