Liceo Kodály, una bella rivelazione

LICEO KODÁLY, UNA BELLA RIVELAZIONE

Continuano i giorni della mia residenza letteraria a Pécs, e il libro va avanti, alternandosi a passeggiate (non così tante, ché il lavoro abbonda) per la città, in centro ma non solo. Con un appuntamento speciale che è avvenuto ieri: la visita e l’incontro con gli insegnanti e gli studenti del Liceo Kodály, il più antico in Ungheria per l’insegnamento della (e nella) lingua italiana, ma apertosi negli anni anche alla lingua spagnola, nonché alla musica e a varie attività teatrali.

Liceo Kodály corridoio

La mattinata è iniziata con una chiacchierata nello studio della gentilissima Preside del Liceo (nella quale Károly, oltre a scattare varie belle foto, ha fatto da interprete, perché la signora parla ungherese e tedesco, e io possiedo solo rudimenti minimi del primo e scarsi del secondo), alla quale ha partecipato anche la docente di italiano che aveva promosso l’incontro, Zsuzsanna Ferenczi. Lei, in particolare, ci ha parlato della storia dell’istituto e dei suoi molteplici collegamenti con licei in varie parti d’Italia, nell’ambito del programma Erasmus (tra le varie città o cittadine ricordate, Palermo, Castiglion Fiorentino e Atri), oltre che del fatto che diversi dei loro corsi, anche di materie scientifiche, si tengono in italiano.

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Ungheria, residenza e reading

UNGHERIA, RESIDENZA E READING

Tempo fa vi ho detto che stavo provando a imparare qualcosa della lingua ungherese. Impresa apparentemente impossibile e che va ancora avanti – ho fiducia nella lentezza e costanza dell’apprendimento. Il motivo, comunque, era questo: ovvero, il fatto che a giugno sarò ospite di una residenza letteraria a Pécs, in Ungheria, organizzata dal Petőfi Literary Fund per lo Hungarian Writers’ Residence Program. Ringrazio tutti loro per avermi scelto e per l’ospitalità, e in particolare Méhes Károly, che è sempre disponibilissimo a rispondere alle mie domande.

Al termine di questa residenza, dove sarò impegnato a lavorare a un romanzo di viaggio (e non solo) che trarrà alimento dal percorso per arrivare in Ungheria e dal soggiorno lì, mi sposterò a Szeged, città non lontana dal confine serbo, dove ritroverò l’amico poeta Roland Orcsik, conosciuto nella mia prima residenza letteraria in assoluto, nel 2014 presso “Zvona i nari” (in Croazia, non lontano da Pola).

Roland ha organizzato un reading, cui parteciperò (leggendo mie cose in italiano e in inglese) il 19 giugno, insieme a lui e alla poetessa Orsolya Bencsik, con a seguire un’intervista – in inglese – sul mio lavoro.

Ungheria

Qui trovate la pagina evento, con la bellissima locandina e una descrizione che rispecchia in pieno lo spirito “pasoliniano” delle mie attuali riflessioni – pensando al reportage di viaggio di Pasolini La lunga strada di sabbia, ma anche alle considerazioni sociopolitiche dell’autore sulla realtà italiana – e del romanzo al quale lavorerò in Ungheria.

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