CRISTIANO? NON MERITA RISPONDERTI
Non avrei mai pensato che risuccedesse, ma è risuccesso. O meglio, è successo, perché proprio così non mi era mai capitato. Bannare qualcuno non mi fa mai piacere, ma dal tempo della pandemia e dell’inizio della guerra in Ucraina ho deciso di applicare la tolleranza-zero rispetto alle forme (appunto) di intolleranza e mancanza di rispetto verso le opinioni e le convinzioni divergenti da certo “mainstream”.
Inoltre, se mi seguite da un po’, sapete che parlo spesso di tematiche filosofico-spirituali, evidenziandone molteplici connessioni con la sfera psicologica e olistica e con il dominio della fisica quantistica. È stato ed è ancora l’oggetto precipuo dei miei interessi di saggista, nella fase che è andata dalla pandemia in poi (da qui è nato il mio saggio Voci oltre il buio, che spero di pubblicare presto).

In tutti questi miei scritti e anche in sede pubblica (se capita), non nascondo mai, anzi dichiaro – e non per il gusto di sbandierare, ma per il diritto di non omettere e di esercitare la propria libertà di pensiero (e di fede) – il fatto di essere cristiano (nella fattispecie, cattolico) praticante. Il che non fa di me un bigotto, un baciapile o peggio ancora un complice di certe schifezze di cui numerosi membri della Chiesa, in specie in Vaticano, si sono resi colpevoli nella storia anche recente. Tanto che ho tradotto un paio di saggi su questi argomenti, ho sempre solidarizzato (anche con un’intervista al fratello Pietro) con la famiglia di Emanuela Orlandi, e critico apertamente lo stesso pontefice (di cui peraltro sono traduttore) per il silenzio e la chiusura sul tema, dopo l’iniziale apertura manifestata.
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