Viaggiare per promuovere libri, cultura e libertà

VIAGGIARE PER PROMUOVERE LIBRI, CULTURA E LIBERTÀ

Alcuni degli eventi di maggior successo di pubblico legati a Le rivelazioni del viaggio (Ediciclo Editore), finora, sono testimoniati dalle foto che allego qui.

Viaggiare 1

Questo, per dire (anche in risposta alle recenti polemiche sul tema) che il lavoro, pur costoso in termini economici e di energie, di promozione di un libro alla fine rende, perché innesca un circuito di parole e di comune sentire attorno ai temi trattati nell’opera, che porta avanti la condivisione culturale e l’attività di chi scrive professionalmente.

Viaggiare 2

Chi svolge questa attività lo deve riconoscere, perché oggi la Rete non basta, e gli stessi giovani (mi è stato confermato) si stanno stancando della tecnologia e desiderano (almeno, quelli non lobotomizzati) imbeversi di contenuti autenticamente culturali (e in quell'”autenticamente” riconosco una decisiva sfumatura di libertà-anarchia rispetto al pensiero unico dominante).

Viaggiare 4

È necessario incontrarsi, leggere, toccare la carta e scorrerla con occhi meno stanchi di quelli schiavi dello schermo, per assorbire, riflettere, mettersi in discussione ed evolversi. È necessario viaggiare. Rinunciare a qualche inutile cena o serata in discoteca o fungibilissimo ammennicolo tecnologico e viaggiare, nel vicino e nel lontano, con spirito contemplativo e di comprensione di sé e del mondo.

Viaggiare 5

Solo così si impara a coltivare la pace interiore, a diffidare delle propagande di (qualunque) regime e a bypassare il dualismo imperante, nella consapevolezza che tutto è uno; e sempre nella coscienza che, in questo viaggiare, potranno anche capitare degli (apparenti) flop – eventi con poco pubblico benché partecipe (mi è capitato in un paio di occasioni) -, ma che tutti, anche questi, sono utili, perché contribuiscono a quel virtuoso passaparola che è il frutto dell’imprenscindibile lavoro di grande umiltà che, nei limiti del possibile, un autore è chiamato a svolgere, mentre scrive e dopo avere scritto (umiltà, ribadisco, e zero modestia: la modestia non serve a nulla, l’umiltà è tutto, perché significa essere coscienti del proprio valore pur non togliendo la necessità della quotidiana diligenza e del diuturno “farsi il mazzo”).

Gli eventi promozionali relativi a Le rivelazioni del viaggio riprenderanno da fine agosto. Vi terrò informati.

Giovanni Agnoloni
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