KIM SIMONSEN IN TRADUZIONE
La mia nuova traduzione: la silloge La composizione biologica di una goccia d’acqua di mare porta con sé l’eco del sangue nelle mie vene del poeta faroese Kim Simonsen, in uscita per I libri di Mompracem. Con una mia approfondita postfazione.

Dal risvolto di copertina:
“Qual è la filosofia dei pesci? Gli alberi ci vedevano, quando eravamo bambini? I funghi si curano di noi? In questa silloge poetica, tutti gli esseri viventi immaginabili, nella loro diversità, si incontrano intorno al mare inteso come elemento – ovvero all’acqua, origine e fine delle cose, dove la transitorietà dell’esistenza è intessuta nel moto ondoso di vita e morte del Tutto cosmico. Si svolge così un’esplorazione del rapporto dell’uomo con il mondo, dell’oceano dentro di noi e della nostra connessione con l’acqua. Un’esplorazione che prende spunto dalla recente morte del padre dell’autore, ruotandole costantemente attorno.”
È stato un lavoro molto interessante anche linguisticamente, perché ho tradotto il testo di Kim Simonsen partendo dalla versione inglese della traduttrice americana Randi Ward, ma tenendo presente l’originale faroese. Pur non conoscendo la lingua delle Isole Faroe, infatti, ho potuto beneficiare (anche grazie alla generosa consulenza di Randi) di alcune sue assonanze con lo svedese. Ne è prova proprio il titolo, come ho ricordato anche durante una delle mie recenti “lectures” alla Florida Atlantic University, su invito dei professori Emanuele Pettener e Ilaria Serra. Cito dalla mia postfazione:
“L’originale inglese recitava: «The biological composition of a drop of / seawater is reminiscent of the blood in my veins», che in effetti riproduce perfettamente il faroese «Lívfrøðiliga samansetingin í einum dropa / av havvatni minnir um blóðið í mínum æðrum». L’ho decifrato non perché conosca il faroese (pur avendo svolto varie ricerche su dizionari online), ma perché “minnir um” somiglia molto allo svedese påminner om, cioè appunto “is reminiscent of”. In italiano, alla lettera, sarebbe “ricorda”, a sottolineare le affinità chimiche tra la goccia di sangue e quella d’acqua. Ma il verbo italiano ricordare è ambiguo, perché ha la particolarità di essere identico sia nel significato di “avere memoria di qualcosa”, sia in quello, che qui ci interessa, di “rammentare”, “richiamare alla mente”. Ora, questi ultimi due sinonimi, che in teoria avrei potuto scegliere, si prestano però meglio a sottolineare una somiglianza superficiale, magari notata occasionalmente o per coincidenza, e non un’affinità profonda, una sorta di scia di “parentela” simile a quei filamenti di discendenza che, nelle parole del poeta, i pesci si lasciano dietro. Da qui l’idea dell’eco, che, oltre ad essere più musicale nella nostra lingua, ben s’intona con il concetto delle molteplici e sovrapposte risonanze che percorre tutta la silloge. Anzi, l’idea della goccia d’acqua che “porta con sé l’eco del sangue nelle mie vene” ribalta, dandole un senso schiettamente naturale e “oceanico” – scevro da qualunque sfumatura di carattere politico – l’idea della profondità delle origini. L’eco del sangue è, in altre parole, solo l’oceano, solo la natura.”
Kim Simonsen sarà in Italia questo autunno per alcune presentazioni. Vi terremo informati!