Finale che segna un nuovo inizio

FINALE CHE SEGNA UN NUOVO INIZIO

Ieri ho rivisto credo per la quindicesima volta (ma senz’altro sbaglio per difetto) …altrimenti ci arrabbiamo! di Marcello Fondato, con Bud Spencer e Terence Hill, uno dei “miti” della mia infanzia, dell’adolescenza e anche di tutto il resto (svariati anni fa ne parlai su postpopuli.it, qui).

Un fotogramma da “…altrimenti ci arrabbiamo!” (foto di dominio pubblico, tratta da Wikipedia)

Inimitabile anche per i colori, che lo fanno sembrare una sorta di film-fumetto (o cartone animato) – secondo me il Quentin Tarantino di Pulp Fiction l’ha visto e studiato, come ha fatto con tanti altri film “secondari” del cinema italiano -, ha anche un finale tra i più ganzi che ricordi (“Ce la giochiamo a birra e salsicce?”… “Dove?”), che metto insieme (col dovuto rispetto) ad altri che mi danno il buonumore o addirittura mi esaltano, come il “Maledetti bastardi, sono ancora vivo!” di Papillon di Franklin J. Shaffner (forse il più grande di tutti) o quello del capolavoro di ironia di Woody Allen Io e Annie (“credo che corrisponda molto a quello che penso io delle relazioni tra uomo e donna, e cioè che sono assolutamente irrazionali e pazze e assurde, ma credo che continuino perché la maggior parte di noi ha bisogno di uova”), o ancora (splendido) lo “…spero!” alla fine de Le ali della libertà di Frank Darabont, o lo schiaffo liberatorio al capo stronzo di Alberto Sordi in Una vita difficile di Dino Risi.

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Giovanni Agnoloni
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