NUOVO ANNO IN ARRIVO
Fare un bilancio degli ultimi dodici mesi in attesa del nuovo anno in arrivo è una cosa che va di moda, ma che secondo me va presa un po’ come gli schemi nelle tattiche calcistiche: uno dice 4-3-3, 3-5-2, 4-4-2 e così via, però alla fine conta il movimento degli uomini in campo e l’impressione (reale) di compattezza o meno che la squadra dà mentre gioca.
Allo stesso modo, quando (ri)penso ai miei “trascorsi”, vedo e mi interesso veramente solo alle linee di tendenza generali, ai fraseggi esistenziali che mi hanno visto scrivere, tradurre e viaggiare con uno scopo ben chiaro in mente e (per fortuna) andare avanti, sia pur con qualche fase difficile. Ma si sa – e anche qui il calcio giunge in mio soccorso -, le grandi vittorie sono quelle che arrivano attraverso partite combattute.

La cosa che mi fa maggiormente piacere è vedere che la grande crisi indotta dalla pandemia, dalle guerre e da chi ci ha lucrato e ci sta ancora lucrando (con buona pace delle centinaia di migliaia di innocenti che ci lasciano la pelle – ma le cose cambieranno nel nuovo anno, lo spero fortemente e lo sento), sta passando. Tanti di coloro che, me compreso, hanno avuto fasi alterne nel lavoro a causa del cordoni della borsa tirati nel campo editoriale (e non solo) stanno rifiatando e ricominciando a lavorare a ritmo serrato. E la recente impennata delle traduzioni mi fa anche capire, come ho già sottolineato nei miei precedenti articoli, che il tanto temuto effetto devastante dell’Intelligenza Artificiale (di cui parlerò con il collega Mauro Caneschi al centro culturale “Itaca”, a Firenze, l’8 gennaio) non c’è stato né ci sarà, in ambito editoriale. Lo dimostra il fatto che presto tornerò a occuparmi di traduzioni di guide turistiche, cosa che già facevo dieci-quindici anni fa, quando le tariffe erano addirittura più basse, il che significa che perfino in un settore non altamente letterario come questo la sensibilità umana viene apprezzata, impiegata e ben retribuita nonostante la facile tentazione dell’IA.
Quindi, in attesa di parlarvi più nel dettaglio della mia prossima pubblicazione, in uscita nel nuovo anno con Ediciclo (a fine febbraio) nella collana “Piccola filosofia di viaggio” – e a cui dedicherò gran parte delle mie energie primaverili ed estive per presentarla in giro per l’Italia e all’estero -, mi accingo a darci dentro con le traduzioni cui già vi ho fatto cenno e a portare avanti i miei lavori di narrativa e saggistica in corso di elaborazione (oltre a continuare a parlare dei precedenti).
La sensazione, senz’altra aiutata dai miei percorsi olistico-spirituali e dallo stesso messaggio del Natale, come dicevo l’altro giorno, è quella di aver ritrovato lo slancio e la grande produttività di tempi lontani, e che le vicissitudini collettive degli ultimi anni avevano un po’ smorzato (pur restando ben lontane dallo spegnerli).
Alla fine, un po’ come nello studio della chitarra e delle lingue, conta la regolarità, e i frutti si raccolgono nel medio-lungo periodo. Lo dico per chiunque, come me in passato, si sia – a tratti – sentito giù o un po’ “arenato”. Bisogna ciò nonostante continuare a lavorare, e i risultati arrivano. Insomma, avere fede nella propria vocazione, sempre.
Buon Nuovo Anno a tutti!