GIUSEPPE IANNOZZI RECENSISCE “L’ULTIMO ANGOLO DI MONDO FINITO”

Ringrazio vivamente il critico letterario, scrittore e giornalista Giuseppe Iannozzi per la sua splendida recensione de L’ultimo angolo di mondo finito (Galaad Edizioni), sul suo blog,

Eccone un estratto:

«I personaggi, che Giovanni Agnoloni traduce all’interno di rari squarci di luce e di voragini d’ombra ne “L’ultimo angolo di mondo finito”, vivono sotto il peso di un tormento che è tanto interiore quanto esteriore. I protagonisti non possono fare a meno d’interrogarsi, dando così vita a dei corposi monologhi shakespeariani, che, quasi sempre, sono preambolo a non pochi colpi di scena alla maniera di Roberto Bolaño. Se Cesare Pavese ricostruiva l’interiorità dei personaggi attraverso una minuta rappresentazione dei paesaggi, Giovanni Agnoloni opera invece l’operazione inversa, dai monologhi è infatti possibile riconoscere gli ambienti, la claustrofobia che regna in ognuno di essi.» (CONTINUA QUI)

GIUSEPPE IANNOZZI RECENSISCE “LA CASA DEGLI ANONIMI”

Ecco l’ottima recensione del mio romanzo La casa degli anonimi (Galaad Edizioni) scritta dal critico Giuseppe Iannozzi sul suo blog, che centra appieno il cuore pulsante del romanzo. Grazie a Giuseppe per l’attenzione di sempre.

La casa degli anonimi (copertina)

Ecco l’inizio della recensione:

«Un romanzo nervoso, nella migliore accezione possibile, “La casa degli anonimi” (Galaad edizioni), ultimo lavoro in ordine cronologico di Giovanni Agnoloni.
“La casa degli anonimi” arriva dopo “Sentieri di notte” e “Partita di anime” e rientra a pieno titolo nel ciclo ‘la fine di internet’. In un mondo oramai incerto, schiacciato dall’impossibilità di comunicare, i protagonisti che popolano i lavori di Giovanni Agnoloni sono cupi, quasi del tutto arresi a se stessi. L’alienazione è il male che serpeggia lungo le strade, nelle città oramai vuotate d’anima; a farla da padrona è una paura inamovibile che, giorno dopo giorno, bisogna affrontare, anche se nessuno sa bene come. (…)» (CONTINUA QUI)

GIUSEPPE IANNOZZI SU “PARTITA DI ANIME”


Partita di anime (copertina)

Ringrazio Giuseppe Iannozzi per l’intervista che mi ha fatto sul suo blog, relativamente a Partita di anime, Sentieri di notte e il progetto della trilogia “della fine di internet”.

Ecco un estratto:

Partita di anime accoglie una introduzione in forma di lettera e due racconti a sé stanti, il primo piuttosto lungo mentre il secondo molto breve. Qual è il fil rouge che lega Partita di anime a Sentieri di notte?”

– Apparentemente le due opere sono molto slegate tra loro. E questo serve, da diversi punti di vista. Si tratta, senza dubbio, di una serie, la serie “della fine di internet”, appunto, che ipotizza, tra il 2025 e il 2029, il collasso e tentativi imperfetti di ripristino della Rete. E, infatti, la lettera di Emanuela (uno dei personaggi del sequel di Sentieri di notte, che uscirà a fine 2014) a John Myers (che compariva in Sentieri di notte), oltre a legare i due racconti che compongono Partita di anime, introduce a personaggi che saranno al centro del sequel: su tutti, Kasper van Der Maart, autore olandese (che, nella finzione narrativa, è colui che ha scritto il primo dei due racconti, appunto Partita di anime) e G.A., l’autore semi-anonimo del secondo racconto, Il sepolcro del nuovo incontro, che saranno entrambi presenti nel sequel. Detto questo, ogni libro della serie, compreso questo breve ma denso interludio, ha una sua natura e consistenza autonome, e come tale può essere letto e apprezzato. Di fatto, è una serie-non-serie, nella misura in cui non solo le opere che la compongono sussistono pressoché perfettamente anche da sole, ma hanno pure, ciascuna, una propria chiave stilistica e un proprio nucleo di riflessione indipendente. Esiste un fil rouge, come tu ben sottolinei, allo stesso modo in cui, tanto per fare un esempio cinematografico (scevro da qualunque intenzione di confronto, sia chiaro), esiste tra i tre film Blu, Bianco e Rosso della celebre Trilogia dei colori di Krzysztof Kieślowski, ma resta il fatto che ognuno ha – come in quel caso – un suo mood di fondo, che ne fa una tappa a sé lungo il percorso. Del resto, stiamo parlando di un mondo che cambia, anche radicalmente, in poco tempo: come potrebbero non cambiare le atmosfere e le soluzioni stilistiche atte a rappresentarle? (LEGGI IL RESTO DELL’INTERVISTA QUI)

GIUSEPPE IANNOZZI CITA “SENDEROS DE NOCHE”

Agradezco mucho al escritor Giuseppe Iannozzi per haber señalado mi novela Senderos de noche (Editorial El Barco Ebrio) en su blog.

Ringrazio lo scrittore Giuseppe Iannozzi per aver segnalato la versione spagnola di Sentieri di notte, Senderos de noche, sul suo blog.

 

Copertina SENDEROS DE NOCHE

GIUSEPPE IANNOZZI MI INTERVISTA SU “SENTIERI DI NOTTE”

Ringrazio Giuseppe Iannozzi per avermi intervistato su Sentieri di notte (Galaad Edizioni) sui suoi blog Iannozzi Giuseppe aka King Lear Jujol – Cultura e spettacolo.

copsentieridinotte

Riporto qui il testo dell’intervista:

1. Sentieri di notte (Galaad edizioni), Giovanni Agnoloni, è il tuo primo vero romanzo, una sorta di thriller ambientato in un futuro possibile. In quanto tempo, e soprattutto come hai maturato le idee contenute in Sentieri di notte?

– È stata una genesi lunga, un percorso che è iniziato circa sei anni fa, una notte stellata in un bar d’Oltrarno, a Firenze, quando mi venne l’idea per l’incipit. Poi per un bel po’ di tempo sono rimasto fermo ai primi tre capitoli, mentre venivo accumulando idee e spunti a sé, che pensavo destinati a formare racconti indipendenti. I fatti tragici successi nella mia vita tre anni fa – con la perdita della mia fidanzata – mi hanno posto di fronte al dolore, e mi hanno costretto a “stasare” un condotto creativo che era bloccato dalla paura. Da questa spinta – di cui peraltro avrei fatto volentieri a meno – sono nati sia il mio ultimo saggio, Tolkien e Bach, sempre edito da Galaad, sia Sentieri di notte, alimentato dai miei viaggi per l’Europa e dalle mie esperienze di scavo interiore, a fini terapeutici ma anche di crescita spirituale. I vari “racconti separati”, così, sono venuti evidenziando delle venature di connessione, delle assonanze e un’energia intima che le collegava. È stata una strada impegnativa, in cui le idee e le narrazioni nascevano spesso, per l’appunto, di notte, come dice il titolo. Forse, anzi, se il romanzo si chiama Sentieri di notte è – ci penso adesso per la prima volta – perché è frutto di percorsi miei, onirici e contemplativi, sviluppatisi soprattutto tra mezzanotte e le tre del mattino. Leggi tutto “GIUSEPPE IANNOZZI MI INTERVISTA SU “SENTIERI DI NOTTE””

“ANGELI CADUTI”, DI GIUSEPPE IANNOZZI

Recensione di Giovanni Agnoloni

Da La Poesia e lo Spirito

Giuseppe Iannozzi, Angeli caduti (Cicorivolta Edizioni)

ANGELI_CADUTI_1Angeli caduti è un’opera multiforme. Una raccolta di racconti diversi per impronta e genere, ma tutti con in comune il tema straniante della Caduta, della deviazione da un percorso preordinato e prevedibile. Quella di Giuseppe Iannozzi è una sedimentazione (o una proliferazione) entropica che giustappone e shakera spunti di vita quotidiana che sanno di (e invitano a) un quieto raccoglimento laico, esplorazioni di territori weird e intuizioni (cyber)punk imbevute di profondità storica.

Non amo dare troppi dettagli delle opere che leggo, perché alla fine la trama è l’ultima cosa a contare. Questo è un libro fatto di sensazioni. È un coagulo di sangui diversi, un rinterzo di stili, generi e situazioni pertinenti ad ambiti artistici i più vari (anche pittorici e musicali). In questo senso, è un esempio di multimedialità pur nella “staticità” tradizionale del medium cartaceo. È di avanguardia pur senza esserselo prefisso. Leggi tutto ““ANGELI CADUTI”, DI GIUSEPPE IANNOZZI”