ARMANDO SCARAMUCCI, PITTORE DELL’ACQUA E DEL FUOCO

di Giovanni Agnoloni

da Postpopuli.it

ScaramucciHo avuto il piacere di conoscere Armando Scaramucci in occasione di una recente presentazione del mio romanzo Sentieri di notte a Lucca, presso l’Associazione “Cesare Viviani”, con relatore lo storico dell’arte Corrado Marsan, grande estimatore dell’artista toscano. Poiché avevo in precedenza ricevuto in dono uno spendido volume a cura dello stesso Professor Marsan (Scaramucci, Le Monografie della Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Noicàttaro), con immagini dei suoi paesaggi – naturali e al tempo stesso interiori –, nel momento in cui ho incontrato il pittore mi è venuto spontaneo chiedergli di approfondire in un’intervista alcuni spunti che la visione delle immagini e la lettura dei commenti mi avevano trasmesso.

– I due temi fondamentali della tua pittura sono l’acqua e il fuoco. Perché questa specialissima passione per gli elementi della natura?

Sono convinto che la natura sia la gran maestra di tutti, specialmente quando si lavora con i colori; importante è saperli leggere e piegarli secondo le singole necessità. Mi piace dipingere l’acqua e il fuoco, sia per la loro forza intrinseca, sia per la loro bellezza e vitalità. Leggi tutto “ARMANDO SCARAMUCCI, PITTORE DELL’ACQUA E DEL FUOCO”

ITALIANI A BERLINO. “IL NUOVO BERLINESE”, IL LORO GIORNALE

di Giovanni Agnoloni

da Postpopuli.it

Gli italiani a Berlino adesso hanno un nuovo giornale on-line di riferimento. Si tratta de “Il Nuovo Berlinese”, disponibile sia in italiano che in tedesco e creato da Emilio Esbardo, che in quest’intervista ci offre un’istantanea della vita dei nostri connazionali nella capitale tedesca.

– Il vostro giornale on-line si propone come punto di riferimento bilingue per la comunità italiana (e non solo) a Berlino. Quando e come è nata questa iniziativa?

È stata una mia idea. Nel 2006 ho scritto la tesi di laurea sulla Berlino degli anni Novanta. Ho narrato quel periodo storico della città, negli anni immediatamente prima e dopo la caduta del Muro: una metropoli in continuo mutamento, che è ritornata ad essere la capitale culturale e politica d’Europa. Così, nel 2011, forte delle mie conoscenze letterarie, artistiche, architettoniche e storiche su Berlino, ho deciso di fondare il primo media in italiano sulla città. Nel 2009 avevo iniziato la mia carriera di giornalista e fotoreporter freelance proprio a Berlino: il mio primo articolo e fotoreportage riguardavano i vent’anni della caduta del Muro.

italiani a berlino
La Porta di Brandeburgo (da inpullman.it)

– Su quali argomenti volete concentrarvi?

La nostra è una rivista di politica, cultura e società. Raccontiamo la città in tutte le sue sfaccettature, facciamo interviste con i maggiori protagonisti di Berlino e pubblichiamo fotoreportage dedicati agli eventi e ai luoghi più importanti. Il nostro obiettivo a lungo termine è di formare una redazione italo-tedesca, al fine di offrire a giornalisti indipendenti e oggettivi una piattaforma dove pubblicare i propri articoli. La nostra priorità principale è di garantire notizie obiettive e autentiche. Leggi tutto “ITALIANI A BERLINO. “IL NUOVO BERLINESE”, IL LORO GIORNALE”

“IN TERRITORIO NEMICO”: LA SCRITTURA INDUSTRIALE COLLETTIVA A FIRENZE

di Giovanni Agnoloni

“Vanni Santoni, Gregorio Magini e la Scrittura Industriale Collettiva”

da Postpopuli.it

Vanni SantoniIn territorio nemico, un romanzo sulla Resistenza edito da Minimum Fax con ben 115 autori, riuniti in un’équipe di “Scrittura Industriale Collettiva” (“SIC”). Il progetto è stato ideato e coordinato da Vanni Santoni (Gli interessi in comune, Feltrinelli; Se fossi fuoco, arderei Firenze; Laterza, Tutti i ragni, :duepunti) e Gregorio Magini (La famiglia di pietra, Round Robin).

La storia è quella di tre giovani che, a partire dell’8 settembre 1943, l’assurda situazione di un’Italia lacerata dall’armistizio costringe a restare lontani tra loro, nonostante i legami che li uniscono. Si tratta di Aldo e Adele, giovani sposi, e del fratello di lei Matteo.

La diserzione, la lotta partigiana, la via della clandestinità diventano sentieri nascosti per uscire dalla selva dell’orrore e della disperazione, mentre la morsa del regime non cessa di spaventare. E, protagonista silenzioso ma concreto, il panorama naturale e umano di un’Italia ormai lontana da noi, fatta di campagna, di solitudini assolate, di sogni coltivati nel caldo di un sole che pur è incapace di scacciare dal fondo dell’animo la paura della fine.

La prima nazionale e presentazione ufficiale del romanzo sarà mercoledì 17 aprile 2013 alle ore 18 alla Libreria Feltrinelli di Via Cerretani 30/32r, a Firenze. Leggi tutto ““IN TERRITORIO NEMICO”: LA SCRITTURA INDUSTRIALE COLLETTIVA A FIRENZE”

IL CENTENARIO DI LACERBA: IL FUTURISMO RACCONTATO DA CORRADO MARSAN

di Giovanni Agnoloni

da Postpopuli.it

Il 2013 è l’anno del centenario di Lacerba, la storica rivista del movimento futurista, ma non solo. Ho avuto il piacere di parlare e di imparare moltissimo sull’argomento dallo storico dell’arte Corrado Marsan, uno dei massimi esperti in Italia in materia di Futurismo, che il prossimo 22 marzo, alle ore 17, terrà sulla pedana esterna del caffè fiorentino delle “Giubbe Rosse”, storico ritrovo dei futuristi, una conferenza sul tema “Filippo Tommaso Marinetti alle Giubbe Rosse”.

Le righe che seguono sono frutto della mia conversazione col Prof. Marsan, che mi ha anche permesso di pubblicare un articolo sul numero di domenica 10 marzo del “Corriere Nazionale”.

Da sinistra: Palazzeschi, Carrà, Papini, Boccioni, Marinetti (da giubberosse.it)

Le Giubbe Rosse hanno proprio in quest’anno (1913) il proprio sancta sanctorum, perché con la data del 1° gennaio – anche se di fatto arriva nelle librerie qualche giorno dopo – nasce il primo numero di Lacerba, dopo una lunga incubazione alla quale assiste, come “contenitore”, il caffè delle Giubbe Rosse. Se torniamo al fatidico 30 giugno 1911, vediamo come all’esterno del locale si verifica il primo famoso parapiglia tra Soffici e Boccioni. Boccioni, dopo il duro attacco su La Voce – la grande rivista di Prezzolini – nel maggio precedente, sanguigno com’è va a casa di Marinetti a Milano e convoca anche Carrà per farla “pagare” ai fiorentini vociani. In effetti, Soffici, con un linguaggio molto offensivo e molto greve, e soprattutto un po’ superficiale, aveva attaccato duramente la prima mostra di arte libera ospitata nell’aprile-maggio 1911 nel Padiglione Ricordi a Milano. I milanesi vengono allora giù a Firenze, auspice Aldo Giurlani, più noto come Aldo Palazzeschi, che fa da “avanguardia” e dice “Io so dove trovarli” – lui abitava in via Calimala al numero 2 – e si presta a far loro strada e a indicare quando arriveranno gli altri. Arrivano alle Giubbe Rosse, e Palazzeschi indica Soffici a Boccioni. Leggi tutto “IL CENTENARIO DI LACERBA: IL FUTURISMO RACCONTATO DA CORRADO MARSAN”

EDMUND BURKE: SUBLIME E OMBRA. INTERVISTA A GIUSEPPE PANELLA

di Giovanni Agnoloni

da Postpopuli.it

“Edmund Burke: Sublime e Ombra”, mi verrebbe da intitolare questa intervista al Prof. Giuseppe Panella, critico letterario e docente presso la Scuola Normale di Pisa, autore di una trilogia di saggi sul Sublime, concetto cruciale nell’evoluzione della modernità e della percezione che l’uomo ha di se stesso, al suo interno. I tre libri, tutti editi da Clinamen, sono Il Sublime e la prosa. Nove proposte di analisi letteraria (2005), Storia del Sublime. Dallo Pseudo-Longino alle poetiche della modernità (2012) e Prove di Sublime e altri esperimenti. Letteratura e cinema in prospettiva estetica (2013). La chiacchierata di oggi ci porta al cuore di una questione molto più vicina alla nostra anima e alle nostre paure di quanto non si possa di primo acchito pensare.

– Il Sublime è un concetto metamorfico, che nel tempo ha assunto significati diversi. È per questo che hai deciso di dedicargli una trilogia di saggi?

Certamente. Studiare il Sublime permette di attraversare in maniera trasversale e articolata gran parte della cultura occidentale (filosofica, religiosa, psicologica e soprattutto letteraria) e, di conseguenza, verificare il modo in cui questo concetto che nasce dalla dimensione retorica dell’oratoria e del bello stile approda prima alla letteratura (soprattutto alla poesia e poi al romanzo) e infine alla psicologia del profondo (nel concetto freudiano di Unheimlich, il Perturbante, in primo luogo)… Leggi tutto “EDMUND BURKE: SUBLIME E OMBRA. INTERVISTA A GIUSEPPE PANELLA”

“ERBA DI NEVE”, DI MICHELE PELLEGRINI

di Giovanni Agnoloni

da Postpopuli.it

Erba di neve, di Michele Pellegrini (Galaad Edizioni) è un romanzo che spiazza e tocca dentro. Inizia con un botanico italiano, Luca Radici, in vacanza tra la Croazia e la Bosnia e in cerca di grandi e antichi alberi, e così ci introduce a un universo di percezioni e vibrazioni narrative quiete, sia pur venate di mistero naturalistico. Conversazioni con i locali, bevute ed esplorazioni del territorio arricchiscono ulteriormente questa parte del libro. Fino a un incontro con una donna bosniaca, Darja, che gli racconta una sua esperienza del 1991 sulle Alpi Marittime, non lontano dal confine francese, quando era stata impegnata in una serie di escursioni che l’avevano portata a conoscere Dado, il custode di un rifugio, del quale, ricambiata, si era innamorata.

A questo punto la storia vive un salto quantico, perché quel passato, così intriso di passione e ricordi, apre scenari insondabili, conditi dal mistero dell’Erba di Neve, una prodigiosa piantina di alta montagna che Dado cercava da anni. Darja, però, doveva tornare a casa sua, minacciata dalla guerra civile agli inizi, e custodire un magico albero, fonte di protezione per il suo villaggio. Così si erano separati, convinti, in qualche modo, che il legame tra loro non si sarebbe interrotto. Leggi tutto ““ERBA DI NEVE”, DI MICHELE PELLEGRINI”

“IL SOLE DENTRO”, DI PAOLO BIANCHINI

di Giovanni Agnoloni

da Postpopuli.it

Il sole dentro è un film scritto da Paolo Bianchini e Paola Rota e prodotto da Alveare Cinema. L’opera racconta la tragica storia di Yaguine e Fodé, due ragazzi guineani che nel 1999 morirono in un volo tanto carico di speranza quanto disperato, che speravano li avrebbe portati a Bruxelles, dove volevano consegnare una lettera alle autorità europee per sensibilizzarle ai problemi della loro gente. Alla loro storia fa da “contraltare” quella di Thabo e Rocco, due giovanissimi rispettivamente africano e italiano, che dallo Stivale viaggiano verso l’Africa, sull’onda di una triste vicenda di mercato di baby-calciatori.

Oggi ho il piacere di intervistare Paolo Bianchini, che è anche il regista di quest’opera tanto delicata quando drammatica, tra i cui protagonisti ricordiamo Angela Finocchiaro e Francesco Salvi. Leggi tutto ““IL SOLE DENTRO”, DI PAOLO BIANCHINI”

FELLINI, REGISTA DEL SOGNO, E LA VISIONE DELLO SPETTATORE

di Saverio Bafaro

da Postpopuli.it

Durante le riprese de La città delle donne, a un certo punto Fellini ricreò dal nulla il mare. Fece distendere a terra – per una superficie sufficientemente larga – semplici fogli di plastica azzurra e vi nascose sotto dei rulli meccanici, fatti ruotare avanti e indietro, dando così l’illusione del movimento delle onde. Il mare ricavato artigianalmente era divenuto, così, più reale di quello disponibile sin da subito all’occhio.
«Per me sono più vere le cose che mi sono inventate», dichiarava il regista, interrogato nel documentario di Damian Pettigrew: Sono un gran bugiardo.

Federico Fellini (da Wikipedia)

Il cinema felliniano è, da un punto di vista dei contenuti, un’auto-rappresentazione inconscia, fatta esplodere in auto-celebrazioni epiche (come in 8 e ½) o riparata in riflessioni nostalgiche, volte a riaprire il dialogo con i vivi (come in Ginger e Fred).

Federico Fellini è, senz’altro, il Picasso dell’immagine in movimento, un macchinista di illusioni create e demolite tutte in una volta, un demiurgo che, nella sospensione del sogno, dà giustificazione di sé, conducendo il cinema verso soluzioni ultimative. Le sue pellicole si nutrono spesso della dinamica onirica e del rimaneggiamento del ricordo. Il sogno è l’universo circolare, il magnifico tendone, il contenitore del mistero e della bizzarria della creatività semi-controllata dall’Io, la piazza nella quale si allena il contatto voluto a tutti i costi con i ricordi e le fantasie personali. Nel sogno è, per definizione, abolito l’arbitrio. Nel sogno l’azione avviene e basta, senza mediazioni. Questo giustifica, da un lato, la diversità felliniana rispetto a film dalla struttura palesemente narrativa, la cui base letteraria fa prevalere la parola sul vedere e, dall’altro, il rapporto del regista con i suoi attori: un patto dichiarato e condiviso tra un burattinaio e le sue marionette, preparate a mostrarsi nei messaggi dei corpi, annullando introspezionismi e sovrastrutture: non può pensare chi è già frutto di un pensiero. Leggi tutto “FELLINI, REGISTA DEL SOGNO, E LA VISIONE DELLO SPETTATORE”

LA MEMORIA DI AUSCHWITZ: “LA NEVE NELL’ARMADIO”, DI ENRICO MOTTINELLI

di Giovanni Agnoloni

da Postpopuli.it

Il giorno di Auschwitz, il giorno della memoria. Quest’anno l’ho affrontato in un’intervista con Enrico Mottinelli, autore de La neve nell’armadio (ed. Giuntina), un libro che scava nel significato profondo della terribile esperienza storica di Oświęcim. L’opera, nella parte conclusiva, presenta anche una conversazione con una sopravvissuta a questo e ad altri campi di sterminio, la scrittrice ungherese Edith Bruck.

(da lasestina.unimi.it)

– Ogni anno si celebra il giorno della memoria, focalizzato sull’olocausto, e legato in modo particolare ad Auschwitz. Alla luce del quadro di orrori globali che la storia anche recente presenta, avrebbe senso pensare di fare di questa ricorrenza un giorno dedicato al ricordo e alla condanna di tutti gli stermini?

Il Giorno della Memoria è stato collocato il 27 gennaio perché in quella data l’Armata Rossa liberò il campo di Auschwitz, peraltro già abbandonato dai tedeschi poco prima. Quella data è diventata il simbolo della fine di quella vicenda, sebbene gli ultimi campi siano stati raggiunti anche mesi dopo.

La questione che poni mette in evidenza un tema molto ampio, ovvero l’unicità di Auschwitz (inteso non come un singolo campo, ma come simbolo dello sterminio). Auschwitz è diverso dai tanti stermini che la storia dell’uomo ha conosciuto prima e dopo? Credo di sì. Lo è da un punto di vista direi “filosofico”, come scrive George Steiner. Auschwitz è stato qualcosa di più e di diverso da uno sterminio di essere umani per mano di altri esseri umani. Volendo sintetizzare, direi che ad Auschwitz l’uomo ha tolto il velo del senso che aveva costruito fino a quel momento, e sfruttando tutto il meglio delle cose che sa fare (scienza, tecnologia, organizzazione, diritto ecc.) ha messo in scena una catastrofe immane. Ad Auschwitz l’uomo ha distrutto il senso e si è affidato al non senso. Fare memoria di quell’evento significa tenere presente che, qui e ora, ognuno di noi deve sapere che convive con questo baratro di caos, che si porta dentro da quando ad Auschwitz si è reso possibile e manifesto. Leggi tutto “LA MEMORIA DI AUSCHWITZ: “LA NEVE NELL’ARMADIO”, DI ENRICO MOTTINELLI”

“PÁJARO EN MANO” Y LA NOVELA NEGRA. ENTREVISTA A JUAN MADRID

de Giovanni Agnoloni

da Postpopuli.it

Juan Madrid, como comentó una vez Manuel Vázquez Montalbán, es uno de los “dos” verdaderos escritores españoles de novela negra. Agudo observador de la sociedad que pinta en sus libros, es el autor de Pájaro en mano (Ediciones B – título italiano: Mele marce. Marbella Noir, ed. e/o), una novela que describe el submundo criminal de la Costa del Sol. Lo agradezco mucho por esta entrevista.

Pájaro en mano  es una novela que entrelaza los destinos de varios tipos humanos, criminales y no, en el marco de una Costa del Sol que somos acostumbrados a ver sobre todo en los catálogos turísticos. ¿Es que la humanidad de este “submundo” está tan lejos de nos?

No está lejos, se encuentra a nuestro lado, conviviendo con nosotros.

– ¿Qual es el secreto de las novelas negras? ¿Por qué seducen tanto a los lectores?

Porque trata de la muerte, del delito, de la atracción que provoca en nosotros el mal. Yo creo que a todo esto se añade que la Novela Negra está contando a la sociedad mejor que cualquier forma literaria. Leggi tutto ““PÁJARO EN MANO” Y LA NOVELA NEGRA. ENTREVISTA A JUAN MADRID”