“L’ULTIMO ANGOLO DI MONDO FINITO” SU VIBRISSE

Ringrazio Luigi Preziosi per questa acutissima recensione de L’ultimo angolo di mondo finito (Galaad Edizioni), uscita oggi su Vibrisse.

Eccone un estratto:

“Nella riflessione escatologica di Agnoloni non ricorre mai la parola dio, per quanto tutto il romanzo non sia che un accorato richiamo alla coltivazione dei valori spirituali che rendono umana l’umanità (un po’ come avviene in Tolkien, di cui l’autore è uno dei principali studiosi italiani). Forse sotto il cielo purgatoriale immaginato dallo scrittore il divino può intendersi implicito nello stesso atto del ricercare: di certo, la domanda di senso ultimo che impregna il romanzo è più che significativa per rappresentare la tensione alla trascendenza che caratterizza il romanzo.” (CONTINUA QUI)

“L’ULTIMO ANGOLO DI MONDO FINITO” SU “MANGIALIBRI”

Ringrazio moltissimo Erminio Fischetti di “Mangialibri” per la recensione de L’ultimo angolo di mondo finito (Galaad Edizioni) uscita oggi.

Eccone un estratto:

«Il futuro sembra molto vicino e carico di promesse. Inquietanti. Infatti l’opera “orwelliana”, filosofica e al tempo stesso leggibilissima di Giovanni Agnoloni, traduttore, blogger e scrittore fiorentino, dal ritmo sostenuto e molto ben intrecciata, pare imperniata su un tema fondamentale: il collasso. In particolare quello concreto del sistema, della Rete, di Internet, in un’ipotetica ma credibile realtà distopica, e da tutti i punti di vista allegorica, tra il 2025 e il 2029: e l’umanità, ormai dipendente dalla massiccia interconnessione tecnologica, sembra in completa crisi d’identità. (…)» (CONTINUA QUI)

IRMA LOREDANA GALGANO SU “L’ULTIMO ANGOLO DI MONDO FINITO”

Ringrazio molto Irma Loredana Galgano per la sua ottima recensione de L’ultimo angolo di mondo finito (Galaad Edizioni), di cui cito qui un estratto:
“Il progetto editoriale di Agnoloni è imponente e complesso e gli sono voluti ben quattro libri per portarlo avanti come si era evidentemente prefisso, quasi come un cammino necessario affinché il suo lettore comprendesse l’importanza del passare da una visione e una cognizione esteriore a un’altra, più profonda e meditativa (…)”.

MARINO MAGLIANI MI INTERVISTA SU “NAZIONE INDIANA”

Lo scrittore Marino Magliani, che ringrazio molto, mi ha intervistato su Nazione Indiana su L’ultimo angolo di mondo finito (Galaad Edizioni) e le tematiche della serie della fine di internet. Grazie anche a Nazione Indiana per l’ospitalità.

Ecco un estratto dell’intervista: 

MM La prima cosa che salta alla mente, leggendo il tuo “L’ultimo angolo di mondo finito” è che, pur appartenendo a una trilogia, e pur basandosi su un evento epocale, ma senza ripetere alla nausea cosa è successo, l’autore mette il lettore nelle condizioni di acquisire quasi con naturalezza il dato più importante della narrazione, il crollo di internet, tra il 2025 e il 2029, in gran parte del mondo occidentale. È questa una delle cose buone del libro: l’eccesso raccontato semplicemente; la catastrofe (la fine della Rete, badate bene, non sciocchezze) narrata senza l’iperbole. La multinazionale Macros (immaginate se l’avesse chiamata Macron!) ha devastato la Rete. Il progetto criminale è di sostituirla con qualcosa che possa permettere la conquista del mercato: la creazione degli ologrammi, una sorta di eteronimi (ogni persona ne possiede uno) che finiscono per “suggerire” la vita e gli acquisti all’umanità. Come ti è venuta in mente questa storia, quando hai deciso di scrivere una trilogia sulla materializzazione di un futuro “impoverito”?

GA Diciamo che è stato un concorso di spunti occasionali di tipo diverso, ma tutti legati all’impressione di fondo che la Rete abbia modificato fin troppo la nostra vita, rendendoci, sia pur connessi tecnologicamente, scissi da noi stessi e dagli altri. Dove prima si fissava di bere una cosa insieme a bar per fare due chiacchiere, o si faceva una telefonata, oggi si interagisce sul Messenger di Facebook o su WhatsApp. È un concreto impoverimento, ché spesso tutto questo va proprio a sostituire la capacità di relazionarsi con il prossimo nella vita reale (penso all’episodio-limite, che lessi anni fa sul giornale, di un ragazzino che, dopo aver trascorso una serata fuori con gli amici senza dire una parola, tornato a casa si era messo a chattare con loro!). E va anche a detrimento dell’interesse per la lettura attenta, con cui il mezzo digitale non si concilia bene. Ormai, sui mezzi pubblici, trovare qualcuno che legga un libro è una rarità, mentre tutti gli occhi se ne stanno bassi sui cellulari. Quindi ho pensato: e se internet non ci fosse più? Non come “profezia”, ma come ipotesi astratta, per chiedersi fino a che punto siamo diventati incapaci di essere presenti, nella nostra vita e in quella di chi ci è vicino, attuando un diverso – e ben più importante – tipo di connessione. Aggiungo poi che, nel corso della trilogia (o quadrilogia, se consideriamo anche lo spin-off di “Sentieri di notte, ovvero “Partita di anime), diventano difficoltose anche le comunicazioni telefoniche, a distanze progressivamente più ravvicinate. I droni e la nuova Rete da essi propagata in America rappresentano, fin dal terzo libro della serie “La casa degli anonimi, la fotografia di una capacità intrusiva nelle vite delle persone di fatto già oggi dispiegata dalle multinazionali della comunicazione online e della tecnologia – a dimostrazione di come i miei romanzi, nonostante l’impiego di alcuni stilemi fantascientifici, siano in realtà distopie fortemente realistiche. Con l’introduzione da parte degli eredi della Macros, nel quarto libro “L’ultimo angolo di mondo finito, degli ologrammi-copia (o spin-doctor, come a me piace immaginarli) in tutta Europa o quasi, l’isolamento diventa praticamente individuale: alle persone non interessa più comunicare con gli altri, poiché il loro ologramma-copia dà loro tutte le indicazioni di cui hanno bisogno, esprimendo il meglio di esse in base alle informazioni raccolte sul loro conto dal Sistema quando la Rete ancora esisteva. È una sorta di monito a stare attenti a quello che diciamo di noi su internet, e a non dimenticare che quelli della Rete sono strumenti sì utili, ma mai capaci di diventare fini a se stessi o di sostituire la consapevolezza di sé e l’autenticità delle relazioni.

(CONTINUA QUI)

GIOVANNI AGNOLONI SU TVL PISTOIA

Il video dell’intervista che mi è stata fatta a “Giallo Pistoia” (su TVL Pistoia) nel corso di giugno, su L’ultimo angolo di mondo finito (Galaad Edizioni), da parte di Giuseppe Previti e Stefano Fiori, che ringrazio ancora.

EMANUELE MANCO SU “SENTIERI DI NOTTE” E “PARTITA DI ANIME”

Una bellissima recensione dei miei libri Sentieri di notte e Partita di anime (Galaad Edizioni) di Emanuele Manco, che ringrazio di cuore (e con il quale mi scuso, perché mi era sempre sfuggita, inspiegabilmente), con una lettura in chiave calviniana molto interessante.

Eccone un estratto:

«Calvino sostiene che la scrittura trae giovamento dalla “sottrazione di peso” e di aver sempre perseguito l’alleggerimento della struttura del racconto e del romanzo. Una leggerezza che non va mai confusa con la superficialità o l’approssimazione. Non tagliare per tagliare insomma. Agnoloni ottiene tale leggerezza perseguendo anch’egli la “precisione del linguaggio”, che diventa senza peso e “aleggia sopra le cose come una nube”. A immagini evocate con leggerezza non corrisponde quindi una minore pregnanza, anzi è esattamente il contrario.» (CONTINUA QUI)

“L’ULTIMO ANGOLO DI MONDO FINITO” SU ITALY WEB RADIO: IL PODCAST

Ringrazio la Prof.ssa Tiziana La Vitola che mi ha intervistato su L’ultimo angolo di mondo finito (Galaad Edizioni) e l’intera serie della fine di internet su Italy Web Radio, durante la trasmissione “Parole sul pentagramma”, di cui potete qui trovare il podcast.

GIUSEPPE IANNOZZI RECENSISCE “L’ULTIMO ANGOLO DI MONDO FINITO”

Ringrazio vivamente il critico letterario, scrittore e giornalista Giuseppe Iannozzi per la sua splendida recensione de L’ultimo angolo di mondo finito (Galaad Edizioni), sul suo blog,

Eccone un estratto:

«I personaggi, che Giovanni Agnoloni traduce all’interno di rari squarci di luce e di voragini d’ombra ne “L’ultimo angolo di mondo finito”, vivono sotto il peso di un tormento che è tanto interiore quanto esteriore. I protagonisti non possono fare a meno d’interrogarsi, dando così vita a dei corposi monologhi shakespeariani, che, quasi sempre, sono preambolo a non pochi colpi di scena alla maniera di Roberto Bolaño. Se Cesare Pavese ricostruiva l’interiorità dei personaggi attraverso una minuta rappresentazione dei paesaggi, Giovanni Agnoloni opera invece l’operazione inversa, dai monologhi è infatti possibile riconoscere gli ambienti, la claustrofobia che regna in ognuno di essi.» (CONTINUA QUI)

“L’ULTIMO ANGOLO DI MONDO FINITO” SU “LA CITTÀ”

Ringrazio moltissimo il giornalista e critico letterario Simone Gambacorta, che mi ha intervistato su L’ultimo angolo di mondo finito (Galaad Edizioni) sul quotidiano “La Città” di Teramo.

L’ULTIMO ANGOLO DI MONDO FINITO” SU “MENTELOCALE”

Grazie a Mentelocale per la segnalazione della presentazione genovese de L’ultimo angolo di mondo finito (Galaad Edizioni) del 9 giugno alle ore 18,30 alla libreria “Falso Demetrio” (Via di San Bernardo 67/r).
Trovate qui anche un estratto del romanzo e un estratto del mio intervento alla puntata di Linea Notte (Rai 3) del 23 maggio.