INTERVISTA DA REYKJAVIK PER ITALY WEB RADIO

Ecco il podcast dell’intervista che Tiziana La Vitola, che ringrazio ancora, mi ha appena fatto per Italy Web Radio, in collegamento da Reykjavík, dove sono ospite di una residenza letteraria dell’Unione degli Scrittori Islandesi, e l’8 settembre, dalle 16 alle 18, parteciperò da ospite esterno a un reading degli studenti di Scrittura Creativa dell’Università d’Islanda, nel quadro degli eventi del Festival letterario internazionale di Reykjavík (presso Stúdentakjallarinn, il bar dell’università). Leggerò un passo tradotto in inglese dal mio primo romanzo Sentieri di notte (Galaad Edizioni)

MARINO MAGLIANI MI INTERVISTA SU “NAZIONE INDIANA”

Lo scrittore Marino Magliani, che ringrazio molto, mi ha intervistato su Nazione Indiana su L’ultimo angolo di mondo finito (Galaad Edizioni) e le tematiche della serie della fine di internet. Grazie anche a Nazione Indiana per l’ospitalità.

Ecco un estratto dell’intervista: 

MM La prima cosa che salta alla mente, leggendo il tuo “L’ultimo angolo di mondo finito” è che, pur appartenendo a una trilogia, e pur basandosi su un evento epocale, ma senza ripetere alla nausea cosa è successo, l’autore mette il lettore nelle condizioni di acquisire quasi con naturalezza il dato più importante della narrazione, il crollo di internet, tra il 2025 e il 2029, in gran parte del mondo occidentale. È questa una delle cose buone del libro: l’eccesso raccontato semplicemente; la catastrofe (la fine della Rete, badate bene, non sciocchezze) narrata senza l’iperbole. La multinazionale Macros (immaginate se l’avesse chiamata Macron!) ha devastato la Rete. Il progetto criminale è di sostituirla con qualcosa che possa permettere la conquista del mercato: la creazione degli ologrammi, una sorta di eteronimi (ogni persona ne possiede uno) che finiscono per “suggerire” la vita e gli acquisti all’umanità. Come ti è venuta in mente questa storia, quando hai deciso di scrivere una trilogia sulla materializzazione di un futuro “impoverito”?

GA Diciamo che è stato un concorso di spunti occasionali di tipo diverso, ma tutti legati all’impressione di fondo che la Rete abbia modificato fin troppo la nostra vita, rendendoci, sia pur connessi tecnologicamente, scissi da noi stessi e dagli altri. Dove prima si fissava di bere una cosa insieme a bar per fare due chiacchiere, o si faceva una telefonata, oggi si interagisce sul Messenger di Facebook o su WhatsApp. È un concreto impoverimento, ché spesso tutto questo va proprio a sostituire la capacità di relazionarsi con il prossimo nella vita reale (penso all’episodio-limite, che lessi anni fa sul giornale, di un ragazzino che, dopo aver trascorso una serata fuori con gli amici senza dire una parola, tornato a casa si era messo a chattare con loro!). E va anche a detrimento dell’interesse per la lettura attenta, con cui il mezzo digitale non si concilia bene. Ormai, sui mezzi pubblici, trovare qualcuno che legga un libro è una rarità, mentre tutti gli occhi se ne stanno bassi sui cellulari. Quindi ho pensato: e se internet non ci fosse più? Non come “profezia”, ma come ipotesi astratta, per chiedersi fino a che punto siamo diventati incapaci di essere presenti, nella nostra vita e in quella di chi ci è vicino, attuando un diverso – e ben più importante – tipo di connessione. Aggiungo poi che, nel corso della trilogia (o quadrilogia, se consideriamo anche lo spin-off di “Sentieri di notte, ovvero “Partita di anime), diventano difficoltose anche le comunicazioni telefoniche, a distanze progressivamente più ravvicinate. I droni e la nuova Rete da essi propagata in America rappresentano, fin dal terzo libro della serie “La casa degli anonimi, la fotografia di una capacità intrusiva nelle vite delle persone di fatto già oggi dispiegata dalle multinazionali della comunicazione online e della tecnologia – a dimostrazione di come i miei romanzi, nonostante l’impiego di alcuni stilemi fantascientifici, siano in realtà distopie fortemente realistiche. Con l’introduzione da parte degli eredi della Macros, nel quarto libro “L’ultimo angolo di mondo finito, degli ologrammi-copia (o spin-doctor, come a me piace immaginarli) in tutta Europa o quasi, l’isolamento diventa praticamente individuale: alle persone non interessa più comunicare con gli altri, poiché il loro ologramma-copia dà loro tutte le indicazioni di cui hanno bisogno, esprimendo il meglio di esse in base alle informazioni raccolte sul loro conto dal Sistema quando la Rete ancora esisteva. È una sorta di monito a stare attenti a quello che diciamo di noi su internet, e a non dimenticare che quelli della Rete sono strumenti sì utili, ma mai capaci di diventare fini a se stessi o di sostituire la consapevolezza di sé e l’autenticità delle relazioni.

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GIOVANNI AGNOLONI SU TVL PISTOIA

Il video dell’intervista che mi è stata fatta a “Giallo Pistoia” (su TVL Pistoia) nel corso di giugno, su L’ultimo angolo di mondo finito (Galaad Edizioni), da parte di Giuseppe Previti e Stefano Fiori, che ringrazio ancora.

“L’ULTIMO ANGOLO DI MONDO FINITO” SU ITALY WEB RADIO: IL PODCAST

Ringrazio la Prof.ssa Tiziana La Vitola che mi ha intervistato su L’ultimo angolo di mondo finito (Galaad Edizioni) e l’intera serie della fine di internet su Italy Web Radio, durante la trasmissione “Parole sul pentagramma”, di cui potete qui trovare il podcast.

“L’ULTIMO ANGOLO DI MONDO FINITO: “INTERVISTA SU ITALY WEB RADIO

Sabato 17 giugno alle ore 15,00 sarò intervistato in diretta dalla Prof.ssa Tiziana La Vitola su Italy Web Radio nel corso della trasmissione “Parole sul pentagramma”. Parleremo de L’ultimo angolo di mondo finito (Galaad Edizioni).

“L’ULTIMO ANGOLO DI MONDO FINITO” SU “LA CITTÀ”

Ringrazio moltissimo il giornalista e critico letterario Simone Gambacorta, che mi ha intervistato su L’ultimo angolo di mondo finito (Galaad Edizioni) sul quotidiano “La Città” di Teramo.

“L’ULTIMO ANGOLO DI MONDO FINITO” SU “FINZIONI”

Su “Finzioni”, Alessia Bronico, che ringrazio, mi ha intervistato su L’ultimo angolo di mondo finito (Galaad Edizioni) e tutta la serie della fine di internet.

Ecco un estratto dell’intervista:

«L’ULTIMO ANGOLO DI MONDO FINITO potrebbe sembrare un fantasy ma non lo è. Credo che in parte tu stia proiettando in un futuro non troppo lontano delle questioni, relative alla rete, di bruciante attualità. Può essere considerato un romanzo di formazione?

Hai colto diversi aspetti fondamentali. Non è assolutamente un fantasy, e ha solo parziali attinenze con la fantascienza. Io lo definisco un romanzo di “realismo arricchito”, nella misura in cui raffigura fenomeni che sono già in atto nella realtà (il controllo delle nostre vite da parte dei droni, la spersonalizzazione dei rapporti umani attraverso i dispositivi di connessione alla Rete, con la sostanziale trasformazione della società da “liquida” in “gassosa” e l’uniformazione dei modi di pensare indotta dal mercato dominato dalle multinazionali della comunicazione). Tuttavia, ottiene questo risultato spostando il baricentro dell’attenzione su un futuro leggermente al di là del presente (nel 2029, anche se la crisi di internet, nel primo romanzo della serie, Sentieri di notte, era iniziata nel 2025), così da portare i lettori a immaginare una possibile evoluzione della situazione attuale, attivando sani meccanismi di riflessione e di dubbio. E forse sì, è anche in parte un romanzo di formazione, perché i protagonisti (indipendentemente dalla loro età) sono individui che non hanno accettato l’omologazione mentale indotta dalla Rete e lo stato di rabbiosa frustrazione conseguente alla sua caduta, e si sono lasciati coinvolgere in una missione dai tratti sorprendenti, che li porta in definitiva a fare i conti con se stessi, e quindi a evolversi.»

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“L’ULTIMO ANGOLO DI MONDO FINITO” SU RUNRADIO – IL PODCAST

Il podcast dell’intervista fattami qualche settimana fa su RunRadio, imperniata su L’ultimo angolo di mondo finito (Galaad Edizioni)

“L’ULTIMO ANGOLO DI MONDO FINITO” A “LINEA NOTTE” (il video)

Ecco il video della trasmissione di “Linea Notte” (Rai 3) di ieri, dove sono intervenuto su L’ultimo angolo di mondo finito (Galaad Edizioni) (versione breve e versione completa della puntata), intervistato dal giornalista Maurizio Mannoni.

Linea notte
Su Rai 3, alla puntata di “Linea Notte” del 23 maggio 2017

GIOVANNI AGNOLONI A “LINEA NOTTE” (RAI 3)

Ecco un estratto-video della puntata di “Linea Notte” (Rai 3) del 22 maggio 2017, in cui Maurizio Mannoni mi ha intervistato su L’ultimo angolo di mondo finito (Galaad Edizioni) e sui temi della serie della fine di internet. La versione completa della puntata è disponibile sul sito della Rai. Grazie a tutto il personale di “Linea Notte” per la squisita ospitalità.