“NUOVE ETEROTOPIE”, IL MEGLIO DEL CONNETTIVISMO

Nuove eterotropie, la nuova antologia del Connettivismo, il vero “best of” dell’unico movimento letterario italiano, con la partecipazione di Bruce Sterling, teorico del Cyberpunk. Sono onorato di esserci anch’io. In uscita per Delos. A cura dei Premi Urania Sandro Battisti e Giovanni De Matteo. Copertina di Ksenja Laginja.

Connettivismo

INTERVISTA DA REYKJAVIK PER ITALY WEB RADIO

Ecco il podcast dell’intervista che Tiziana La Vitola, che ringrazio ancora, mi ha appena fatto per Italy Web Radio, in collegamento da Reykjavík, dove sono ospite di una residenza letteraria dell’Unione degli Scrittori Islandesi, e l’8 settembre, dalle 16 alle 18, parteciperò da ospite esterno a un reading degli studenti di Scrittura Creativa dell’Università d’Islanda, nel quadro degli eventi del Festival letterario internazionale di Reykjavík (presso Stúdentakjallarinn, il bar dell’università). Leggerò un passo tradotto in inglese dal mio primo romanzo Sentieri di notte (Galaad Edizioni)

“SENTIERI DI NOTTE” AL FESTIVAL INTERNAZIONALE DI REYKJAVIK

Adesso posso confermare che, durante la mia prossima residenza letteraria presso Gunnarshús, a Reykjavík, dal 4 al 10 settembre, avrò la possibilità di leggere un frammento dall’ancora inedita versione inglese del mio primo romanzo Sentieri di notte (Galaad Edizioni), nell’ambito di un reading collettivo degli studenti di Scrittura Creativa dell’Università locale. E’ uno degli eventi in programma nel quadro del Festival Letterario Internazionale di Reykjavík (6-9 settembre), e avrà luogo l’8 settembre tra le 16,00 e le 18,00, presso Stúdentakjallarinn. Ringrazio molto gli organizzatori.
I can now confirm that, during my forthcoming literary residency at Gunnarshus, in Reykjavík, from September 4th to the 10th, I’ll have the opportunity of reading an excerpt from the still unpublished English version of my first novel Sentieri di notte (“Paths of the Night”), within a collective reading of the Creative Writing students of the local University. It is one of the scheduled events of Reykjavík International Literary Festival (September 6th-9th), and will take place on September 8th between 4 and 6 pm. I warmly thank the organizers.

“L’ULTIMO ANGOLO DI MONDO FINITO” A CASTIGLIONCELLO

Giovedì 31 agosto, alle ore 21,00, presenterò L’ultimo angolo di mondo finito (Galaad Edizioni) alla Limonaia (Parco del Castello Pasquini) di Castiglioncello (LI), insieme a Lietta Manganelli, autrice figlia del grande scrittore Giorgio Manganelli e curatrice del “Centro Studi Giorgio Manganelli”, e agli scrittori Edoardo Volpi Kellermann e Lukha B Kremo (Premio Urania 2016).

 

 

“L’ULTIMO ANGOLO DI MONDO FINITO” SU “MANGIALIBRI”

Ringrazio moltissimo Erminio Fischetti di “Mangialibri” per la recensione de L’ultimo angolo di mondo finito (Galaad Edizioni) uscita oggi.

Eccone un estratto:

«Il futuro sembra molto vicino e carico di promesse. Inquietanti. Infatti l’opera “orwelliana”, filosofica e al tempo stesso leggibilissima di Giovanni Agnoloni, traduttore, blogger e scrittore fiorentino, dal ritmo sostenuto e molto ben intrecciata, pare imperniata su un tema fondamentale: il collasso. In particolare quello concreto del sistema, della Rete, di Internet, in un’ipotetica ma credibile realtà distopica, e da tutti i punti di vista allegorica, tra il 2025 e il 2029: e l’umanità, ormai dipendente dalla massiccia interconnessione tecnologica, sembra in completa crisi d’identità. (…)» (CONTINUA QUI)

IRMA LOREDANA GALGANO SU “L’ULTIMO ANGOLO DI MONDO FINITO”

Ringrazio molto Irma Loredana Galgano per la sua ottima recensione de L’ultimo angolo di mondo finito (Galaad Edizioni), di cui cito qui un estratto:
“Il progetto editoriale di Agnoloni è imponente e complesso e gli sono voluti ben quattro libri per portarlo avanti come si era evidentemente prefisso, quasi come un cammino necessario affinché il suo lettore comprendesse l’importanza del passare da una visione e una cognizione esteriore a un’altra, più profonda e meditativa (…)”.

MARINO MAGLIANI MI INTERVISTA SU “NAZIONE INDIANA”

Lo scrittore Marino Magliani, che ringrazio molto, mi ha intervistato su Nazione Indiana su L’ultimo angolo di mondo finito (Galaad Edizioni) e le tematiche della serie della fine di internet. Grazie anche a Nazione Indiana per l’ospitalità.

Ecco un estratto dell’intervista: 

MM La prima cosa che salta alla mente, leggendo il tuo “L’ultimo angolo di mondo finito” è che, pur appartenendo a una trilogia, e pur basandosi su un evento epocale, ma senza ripetere alla nausea cosa è successo, l’autore mette il lettore nelle condizioni di acquisire quasi con naturalezza il dato più importante della narrazione, il crollo di internet, tra il 2025 e il 2029, in gran parte del mondo occidentale. È questa una delle cose buone del libro: l’eccesso raccontato semplicemente; la catastrofe (la fine della Rete, badate bene, non sciocchezze) narrata senza l’iperbole. La multinazionale Macros (immaginate se l’avesse chiamata Macron!) ha devastato la Rete. Il progetto criminale è di sostituirla con qualcosa che possa permettere la conquista del mercato: la creazione degli ologrammi, una sorta di eteronimi (ogni persona ne possiede uno) che finiscono per “suggerire” la vita e gli acquisti all’umanità. Come ti è venuta in mente questa storia, quando hai deciso di scrivere una trilogia sulla materializzazione di un futuro “impoverito”?

GA Diciamo che è stato un concorso di spunti occasionali di tipo diverso, ma tutti legati all’impressione di fondo che la Rete abbia modificato fin troppo la nostra vita, rendendoci, sia pur connessi tecnologicamente, scissi da noi stessi e dagli altri. Dove prima si fissava di bere una cosa insieme a bar per fare due chiacchiere, o si faceva una telefonata, oggi si interagisce sul Messenger di Facebook o su WhatsApp. È un concreto impoverimento, ché spesso tutto questo va proprio a sostituire la capacità di relazionarsi con il prossimo nella vita reale (penso all’episodio-limite, che lessi anni fa sul giornale, di un ragazzino che, dopo aver trascorso una serata fuori con gli amici senza dire una parola, tornato a casa si era messo a chattare con loro!). E va anche a detrimento dell’interesse per la lettura attenta, con cui il mezzo digitale non si concilia bene. Ormai, sui mezzi pubblici, trovare qualcuno che legga un libro è una rarità, mentre tutti gli occhi se ne stanno bassi sui cellulari. Quindi ho pensato: e se internet non ci fosse più? Non come “profezia”, ma come ipotesi astratta, per chiedersi fino a che punto siamo diventati incapaci di essere presenti, nella nostra vita e in quella di chi ci è vicino, attuando un diverso – e ben più importante – tipo di connessione. Aggiungo poi che, nel corso della trilogia (o quadrilogia, se consideriamo anche lo spin-off di “Sentieri di notte, ovvero “Partita di anime), diventano difficoltose anche le comunicazioni telefoniche, a distanze progressivamente più ravvicinate. I droni e la nuova Rete da essi propagata in America rappresentano, fin dal terzo libro della serie “La casa degli anonimi, la fotografia di una capacità intrusiva nelle vite delle persone di fatto già oggi dispiegata dalle multinazionali della comunicazione online e della tecnologia – a dimostrazione di come i miei romanzi, nonostante l’impiego di alcuni stilemi fantascientifici, siano in realtà distopie fortemente realistiche. Con l’introduzione da parte degli eredi della Macros, nel quarto libro “L’ultimo angolo di mondo finito, degli ologrammi-copia (o spin-doctor, come a me piace immaginarli) in tutta Europa o quasi, l’isolamento diventa praticamente individuale: alle persone non interessa più comunicare con gli altri, poiché il loro ologramma-copia dà loro tutte le indicazioni di cui hanno bisogno, esprimendo il meglio di esse in base alle informazioni raccolte sul loro conto dal Sistema quando la Rete ancora esisteva. È una sorta di monito a stare attenti a quello che diciamo di noi su internet, e a non dimenticare che quelli della Rete sono strumenti sì utili, ma mai capaci di diventare fini a se stessi o di sostituire la consapevolezza di sé e l’autenticità delle relazioni.

(CONTINUA QUI)

“IL LIBERTO” SU “ALTRISOGNI”

Grazie a Federica Leonardi per l’ottima recensione del mio racconto Il liberto (Kipple Officina Libraria) su “Altrisogni”.

Eccone un estratto:

«Se il richiamo a Giambattista Vico è potente, Agnoloni però svincola il racconto da una matrice globale, per tracciare l’idea che non solo la Storia ma anche i singoli individui siano riproposizioni di uomini e donne già esistiti, i quali ciclicamente periscono e risorgono, dimentichi eppure legati al proprio passato.

La voce di Agnoloni è evidente e forte; il suo racconto, in prima persona, è scritto con uno stile molto personale, poetico e musicale, ricco di suggestioni.» (CONTINUA QUI)

“L’ULTIMO ANGOLO DI MONDO FINITO” SU “LIBERI DI SCRIVERE”

Ringrazio moltissimo Viviana Filippini per la sua recensione de L’ultimo angolo di mondo finito (Galaad Edizioni) su “Liberi di scrivere”.