SEFY HENDLER SUL “NANO MORGANTE”, UNA MIA TRADUZIONE

In uscita il volume di storia dell’arte di Sefy Hendler Un mostro grazioso e bello. Bronzino e l’universo burlesco del Nano Morgante” (Maschietto Editore), da me tradotto.

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ARMANDO SCARAMUCCI, PITTORE DELL’ACQUA E DEL FUOCO

di Giovanni Agnoloni

da Postpopuli.it

ScaramucciHo avuto il piacere di conoscere Armando Scaramucci in occasione di una recente presentazione del mio romanzo Sentieri di notte a Lucca, presso l’Associazione “Cesare Viviani”, con relatore lo storico dell’arte Corrado Marsan, grande estimatore dell’artista toscano. Poiché avevo in precedenza ricevuto in dono uno spendido volume a cura dello stesso Professor Marsan (Scaramucci, Le Monografie della Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Noicàttaro), con immagini dei suoi paesaggi – naturali e al tempo stesso interiori –, nel momento in cui ho incontrato il pittore mi è venuto spontaneo chiedergli di approfondire in un’intervista alcuni spunti che la visione delle immagini e la lettura dei commenti mi avevano trasmesso.

– I due temi fondamentali della tua pittura sono l’acqua e il fuoco. Perché questa specialissima passione per gli elementi della natura?

Sono convinto che la natura sia la gran maestra di tutti, specialmente quando si lavora con i colori; importante è saperli leggere e piegarli secondo le singole necessità. Mi piace dipingere l’acqua e il fuoco, sia per la loro forza intrinseca, sia per la loro bellezza e vitalità. Leggi tutto “ARMANDO SCARAMUCCI, PITTORE DELL’ACQUA E DEL FUOCO”

IL CENTENARIO DI LACERBA: IL FUTURISMO RACCONTATO DA CORRADO MARSAN

di Giovanni Agnoloni

da Postpopuli.it

Il 2013 è l’anno del centenario di Lacerba, la storica rivista del movimento futurista, ma non solo. Ho avuto il piacere di parlare e di imparare moltissimo sull’argomento dallo storico dell’arte Corrado Marsan, uno dei massimi esperti in Italia in materia di Futurismo, che il prossimo 22 marzo, alle ore 17, terrà sulla pedana esterna del caffè fiorentino delle “Giubbe Rosse”, storico ritrovo dei futuristi, una conferenza sul tema “Filippo Tommaso Marinetti alle Giubbe Rosse”.

Le righe che seguono sono frutto della mia conversazione col Prof. Marsan, che mi ha anche permesso di pubblicare un articolo sul numero di domenica 10 marzo del “Corriere Nazionale”.

Da sinistra: Palazzeschi, Carrà, Papini, Boccioni, Marinetti (da giubberosse.it)

Le Giubbe Rosse hanno proprio in quest’anno (1913) il proprio sancta sanctorum, perché con la data del 1° gennaio – anche se di fatto arriva nelle librerie qualche giorno dopo – nasce il primo numero di Lacerba, dopo una lunga incubazione alla quale assiste, come “contenitore”, il caffè delle Giubbe Rosse. Se torniamo al fatidico 30 giugno 1911, vediamo come all’esterno del locale si verifica il primo famoso parapiglia tra Soffici e Boccioni. Boccioni, dopo il duro attacco su La Voce – la grande rivista di Prezzolini – nel maggio precedente, sanguigno com’è va a casa di Marinetti a Milano e convoca anche Carrà per farla “pagare” ai fiorentini vociani. In effetti, Soffici, con un linguaggio molto offensivo e molto greve, e soprattutto un po’ superficiale, aveva attaccato duramente la prima mostra di arte libera ospitata nell’aprile-maggio 1911 nel Padiglione Ricordi a Milano. I milanesi vengono allora giù a Firenze, auspice Aldo Giurlani, più noto come Aldo Palazzeschi, che fa da “avanguardia” e dice “Io so dove trovarli” – lui abitava in via Calimala al numero 2 – e si presta a far loro strada e a indicare quando arriveranno gli altri. Arrivano alle Giubbe Rosse, e Palazzeschi indica Soffici a Boccioni. Leggi tutto “IL CENTENARIO DI LACERBA: IL FUTURISMO RACCONTATO DA CORRADO MARSAN”

SONIA CAPOROSSI E ANTONELLA PIERANGELI: “CRITICA IMPURA”, BLOG E LIBRO

Intervista di Giovanni Agnoloni

da La Poesia e lo Spirito

Sonia Caporossi e Antonella Pierangeli, fondatrici del blog Critica Impura, hanno trasformato parte dei contenuti della loro esperienza di Rete in un e-book edito da Web Press EdizioniUn anno di Critica Impura (gennaio 2011-gennaio 2012). In questa intervista illustrano contenuti e risonanze del loro lavoro.

Critica Impura

Il vostro blog è un’esperienza di critica e conoscenza. Adesso che è diventato un libro, vede esplicarsi appieno la sua vocazione, che è quella dell’apertura, della contaminazione e dell’uscire dagli schemi. La vocazione, appunto, dell'”impurità”. Da che cosa nasce tutto questo?

Antonella Pierangeli: Critica Impura nasce essenzialmente come rivolta di critica e di conoscenza, oltre che come vera e propria vocazione a quella che ormai è diventata la nostra caratura estetica, l’impurezza. Nelle nostre intenzioni di “rivoltosi”, ricordiamo ciò che Maurice Blanchot nel giugno del ’36 dichiarò su Acèfale: “È tempo di abbandonare il mondo dei civili e la sua luce. È troppo tardi per fare il ragionevole e l’istruito, poiché ciò ha condotto a una vita senza attrattive […]. È necessario rifiutare la noia e vivere solamente di ciò che affascina”. Il nostro desiderio di rivolta contro “il ragionevole e l’istruito” ci ha indotto con urgenza a sviluppare un discorso critico intorno alla scrittura che, con il passare del tempo, ha richiesto una sempre maggiore attenzione al significato di questa meravigliosa avventura della mente e al senso del suo agire attraverso la parola. Scrivere è certamente una tremenda responsabilità e, ne siamo convinte, la letteratura ci trattiene in quel moto che è di illusione e di appartenenza e obbedisce alla necessità di distruggere per rinnovare. La parola, che della letteratura costituisce la granatura, è disagio, guerra, distruzione, rinnovamento. La critica impura è dunque, in primo luogo, estrema attenzione, sensibilità aguzza, monologo ossessivo con il testo, luogo d’elezione dove il farsi letterario è corpo di parola, dove la scrittura non enuncia ma crea e rigenera, il nascosto, perturbante antipensiero che si annida tra gli interstizi della pagina, in quelle pieghe di senso e fonemi, i cui rilievi sono a loro volta pieni di corridoi, porte, camere, luoghi senza luogo, soglie che attirano. I nostri testi sono infatti attraversati da tensioni cariche di sovrasignificati che interrompono ogni possibile continuità discorsiva e orientano la nostra esperienza verso una circumnavigazione permanente del “globale” inteso come realtà effettuale del circostante. In secondo luogo, tutto ciò che avviene su Critica Impura sembra trovarsi in un’altra dimensione rispetto alla norma dei lit-blog che circolano in rete, quasi in un “fuori” che la stessa scrittura si incarica di accentuare attraverso il dispiegamento di un arsenale di scelte tematiche, e quindi stilistiche, talmente eterogeneo e vorticante da rendere manifesto il conflitto imperante tra realtà e linguaggio, certificando ininterrottamente la dimensione costituente della parola. Leggi tutto “SONIA CAPOROSSI E ANTONELLA PIERANGELI: “CRITICA IMPURA”, BLOG E LIBRO”

FELLINI, REGISTA DEL SOGNO, E LA VISIONE DELLO SPETTATORE

di Saverio Bafaro

da Postpopuli.it

Durante le riprese de La città delle donne, a un certo punto Fellini ricreò dal nulla il mare. Fece distendere a terra – per una superficie sufficientemente larga – semplici fogli di plastica azzurra e vi nascose sotto dei rulli meccanici, fatti ruotare avanti e indietro, dando così l’illusione del movimento delle onde. Il mare ricavato artigianalmente era divenuto, così, più reale di quello disponibile sin da subito all’occhio.
«Per me sono più vere le cose che mi sono inventate», dichiarava il regista, interrogato nel documentario di Damian Pettigrew: Sono un gran bugiardo.

Federico Fellini (da Wikipedia)

Il cinema felliniano è, da un punto di vista dei contenuti, un’auto-rappresentazione inconscia, fatta esplodere in auto-celebrazioni epiche (come in 8 e ½) o riparata in riflessioni nostalgiche, volte a riaprire il dialogo con i vivi (come in Ginger e Fred).

Federico Fellini è, senz’altro, il Picasso dell’immagine in movimento, un macchinista di illusioni create e demolite tutte in una volta, un demiurgo che, nella sospensione del sogno, dà giustificazione di sé, conducendo il cinema verso soluzioni ultimative. Le sue pellicole si nutrono spesso della dinamica onirica e del rimaneggiamento del ricordo. Il sogno è l’universo circolare, il magnifico tendone, il contenitore del mistero e della bizzarria della creatività semi-controllata dall’Io, la piazza nella quale si allena il contatto voluto a tutti i costi con i ricordi e le fantasie personali. Nel sogno è, per definizione, abolito l’arbitrio. Nel sogno l’azione avviene e basta, senza mediazioni. Questo giustifica, da un lato, la diversità felliniana rispetto a film dalla struttura palesemente narrativa, la cui base letteraria fa prevalere la parola sul vedere e, dall’altro, il rapporto del regista con i suoi attori: un patto dichiarato e condiviso tra un burattinaio e le sue marionette, preparate a mostrarsi nei messaggi dei corpi, annullando introspezionismi e sovrastrutture: non può pensare chi è già frutto di un pensiero. Leggi tutto “FELLINI, REGISTA DEL SOGNO, E LA VISIONE DELLO SPETTATORE”

INTERVIEWING BRUCE STERLING ON CYBERPUNK, CONNECTIVISM AND ITALY

Interview by Giovanni Agnoloni

from Postpopuli.it

I had the pleasure of interviewing Bruce Sterling on the occasion of the NeXT-Fest, the first festival entirely focused on Connettivismo (Connectivism), which took place in Rome from the 26th to the 28th October 2012. It was very interesting to talk with this most amiable American writer, among the founders of cyperpunk literature (he was the editor of the short story collection Mirrorshades, whose contributors were the protagonists of such a great sci-fi literature experience). Thus, I had the chance of getting to know interesting aspects not only related to his work as a narrator, but also to his activity as a blogger, to Connectivism (that he has always followed with lots of attention) and to Italy, where, although he travels around the world pretty often, he spends part of his time.

Bruce Sterling (from Wikipedia)

– What fascinates you in nowadays’s world? What makes you think and imagine?

I like working on my web blog, and the topics that I follow on my web blog. And they tend to change with time. Because I am a dilettante, and I lose interest in things. Sometimes I pick them up later. But I usually have kind of a rolling set of interests that are vaguely connected in my head. So, right now on my blog I have several categories and one is called Design Fiction and it’s about speculative kind of design and industrial design and services that don’t exist yet. So, I find this really exciting right now, I think it’s kind of a hot field. It’s an area where I know a lot of people, and I’m familiar with how they think. It seems to me to be a growing thing. It’s not a genre and it’s not really design, but it’s like a form of activism that’s new. And there’s also a little bit of Architecture Fiction, which is about speculative buildings, future cities and so forth… and I have a category which is called Tech Art, which is about people practicing electronic art, art on networks and device art. Leggi tutto “INTERVIEWING BRUCE STERLING ON CYBERPUNK, CONNECTIVISM AND ITALY”

INTERVISTA A BRUCE STERLING: IL CYBERPUNK, IL CONNETTIVISMO, L’ITALIA

di Giovanni Agnoloni

da Postpopuli.it

Ho avuto il piacere di intervistare Bruce Sterling in occasione della NeXT-Fest, il primo festival interamente dedicato al Connettivismo, tenutosi a Roma dal 26 al 28 ottobre 2012. È stato molto interessante conversare con il gentilissimo scrittore americano, tra i padri fondatori della letteratura cyberpunk (fu il curatore della raccolta di racconti Mirrorshades, che raccoglieva contributi degli autori protagonisti di questa grande esperienza di letteratura fantascientifica). Ne sono emersi aspetti inerenti non solo alla sua opera di narratore, ma anche alla sua attività di blogger, al Connettivismo (che segue da sempre con grande attenzione) e all’Italia, dove, sia pur viaggiando molto per il mondo, trascorre parte del suo tempo.

Bruce Sterling (da Wikipedia)

– Che cosa la affascina, nel mondo di oggi? Che cosa la fa pensare e immaginare?

Mi piace lavorare al mio blog e dedicarmi agli argomenti che normalmente seguo sulle sue pagine. Tendono a cambiare, nel tempo, perché sono un “dilettante”, e dopo un po’ perdo interesse per le cose. A volte però le riprendo in seguito. Ma di solito ho un insieme di interessi mutevoli, che nella mia mente sono vagamente interconnessi. Così, al momento sul blog ho diverse categorie, una delle quali si chiama “Design Fiction”, e riguarda soluzioni speculative di design e design industriale, e servizi che ancora non esistono. È una cosa che attualmente trovo esaltante, e credo che sia un settore molto “caldo”. È un ambito in cui conosco un sacco di persone, e ho una certa familiarità con il loro modo di pensare. Ho la sensazione che sia una realtà destinata a crescere. Non si tratta di un “genere”, e in definitiva nemmeno di design, ma è come una nuova forma di attivismo. Poi mi occupo pure di “Architecture Fiction”, che riguarda forme di costruzioni particolarmente immaginative, città del futuro e così via… E quindi c’è una categoria che si chiama Tech Art, che riguarda persone che praticano l’arte elettronica e l’arte in rete o realizzata mediante dispositivi elettronici. Leggi tutto “INTERVISTA A BRUCE STERLING: IL CYBERPUNK, IL CONNETTIVISMO, L’ITALIA”

“PARLAMI DELL’UNIVERSO”: INTERVISTA A CRISTINA DONÀ

Introduzione e intervista di Giovanni Agnoloni

da Postpopuli.it

Parlami dell’universo non è solo il refrain di una delle canzoni più belle e più note di Cristina Donà. È anche il titolo di una sua biografia, scritta da Michele Monina per Galaad Edizioni. Un itinerario tra la vita e la carriera di questa cantautrice, che è forse la voce più intensa e cristallina del rock indipendente italiano. Impreziosita da alcuni testi originali della stessa Cristina Donà, nella parte finale del bel volume (corredato da varie foto su diversi momenti del suo percorso artistico). Ecco la sua intervista, per cui la ringrazio.

– Un libro che è nato da un’amicizia e da un fitto e mai interrotto dialogo con l’autore, con cui avevi anche viaggiato attraverso l’America. Com’è stato ripensare alla tua carriera musicale in termini di scrittura?

Impegnativo, molto, ma anche molto utile. Ricostruire una buona parte del mio vissuto, tra collaborazioni con musicisti, produttori, ricordi degli incontri più o meno significativi e tutto quello che è gravitato attorno a me da quando ho iniziato ad oggi è stato un lavoro notevole, e sono certa di aver tralasciato, non volontariamente, parecchi dettagli. Scavare nei ricordi per ritornare all’emozione di quando ho scritto le canzoni è un percorso da psicanalista. Tanti episodi mi sono venuti in mente strada facendo. Diciamo che questo libro è servito per riordinare un po’ il mio passato e per creare le basi per una prossima biografia, che uscirà per il mio settantesimo compleanno. Leggi tutto ““PARLAMI DELL’UNIVERSO”: INTERVISTA A CRISTINA DONÀ”

“Le monetine del Raphaël”, di Franz Krauspenhaar

Recensione di Giovanni Agnoloni

Da Postpopuli.it

Le monetine del Raphaël di Franz Krauspenhaar (Gaffi Editore in Roma) è un libro speciale. Il romanzo di una vita, quella di Fabio Bucchi, pittore tormentato e giunto al successo per vie tortuose, trainato da un talento fuori del comune ma anche da pelose aderenze col sistema di potere orbitante attorno a Bettino Craxi, il “Capo”, di cui viene evocata la caduta politica e giudiziaria e l’inizio dell’esilio volontario, nel 1993.

Fabio Bucchi è un uomo giunto al capolinea, in fondo da molto prima che una malattia lo condannasse senza appello. È un artista viscerale, che ad ogni rabbiosa pennellata, così come ad ogni animalesco amplesso (con donne in fondo mai veramente amate, tranne forse l’ultima, Angela, che lo assiste fino alla fine, e un’altra, evocata in qualche momento della storia e però perduta), grida contro il vuoto da cui si sente accerchiato, minacciato e, in fondo, sedotto.

La sua esistenza rievocata e compressa come nel tourbillon che dicono accompagni gli ultimi momenti, diventa pretesto e insieme contrappunto di un quadro storico-sociale che abbraccia un’Italia divelta, sventrata, dalle bombe nere degli anni ’70 e ’80 al ritorno di fiamma del benessere, frammisto alla corruzione dell’era craxiana e del suo corollario berlusconiano. Leggi tutto ““Le monetine del Raphaël”, di Franz Krauspenhaar”